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Va sotto casa di Michele Misseri ad Avetrana, scoppia il caso dopo il video

Pubblicato: 14/09/2026 15:47

Michele Misseri torna, suo malgrado, al centro di una vicenda che ha provocato parecchia indignazione. Questa volta non si parla direttamente delle indagini e dei processi legati alla morte di Sarah Scazzi, ma di qualcosa accaduto molti anni dopo e che ha riportato l’attenzione sull’abitazione di Avetrana diventata uno dei luoghi simbolo della cronaca nera italiana. Un episodio nato apparentemente come una provocazione, ma che ha finito per assumere contorni decisamente più seri.

Le immagini hanno cominciato a circolare sui social, raccogliendo visualizzazioni e commenti, ma anche numerose reazioni negative. Quello che per alcuni poteva essere soltanto un contenuto costruito per ottenere visibilità è diventato un caso vero e proprio, fino a richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine e, successivamente, della magistratura. Gli accertamenti hanno infatti portato gli atti alla Procura della Repubblica di Taranto, che adesso dovrà valutare eventuali responsabilità.

Michele Misseri, scoppia il caso ad Avetrana

Al centro della vicenda c’è Michele Napolitano, 26enne di Melito, in provincia di Napoli, conosciuto soprattutto per la sua attività di influencer su TikTok. Napolitano ha fatto della provocazione uno degli elementi ricorrenti della propria presenza sui social. In passato si è occupato anche dei Campi Flegrei e dei terremoti legati al bradisismo, pubblicando contenuti e dichiarazioni spesso sopra le righe.

Il suo nome aveva raggiunto una notorietà ancora maggiore durante i festeggiamenti per il quarto scudetto del Napoli. In quell’occasione Napolitano era stato fermato dalle forze dell’ordine in via Acton perché trovato in possesso di una pistola 38 Special. Giudicato successivamente con rito abbreviato, era stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione.

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All’inizio di agosto il tiktoker si è recato a Taranto e da lì ha raggiunto Avetrana, distante meno di un’ora. Con lui c’erano alcuni giovani. La destinazione scelta non era casuale: il gruppo si è presentato davanti alla casa di Michele Misseri, 72 anni, conosciuto da tutti come “zio Michele”, uno dei personaggi centrali della vicenda giudiziaria legata all’omicidio della nipote Sarah Scazzi.

Cellulare in mano, Napolitano avrebbe iniziato a realizzare un video proprio davanti all’abitazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso i filmati successivamente pubblicati in rete, ci sarebbero stati ripetuti tentativi di provocare e insultare Misseri mentre l’intera scena veniva registrata. Una situazione alla quale il 72enne avrebbe reagito cercando di mandare via i giovani.

Nel filmato diventato virale si vede infatti Misseri uscire e tentare di allontanare il gruppo, fino a lanciare un secchio d’acqua all’esterno del garage. Anche quella reazione è diventata parte del contenuto pubblicato sui social dal tiktoker, ottenendo rapidamente numerose visualizzazioni e commenti. Parallelamente, però, il video ha provocato una forte indignazione tra diversi abitanti di Avetrana.

La storia non è rimasta confinata a TikTok. Qualche settimana più tardi Napolitano ha ricevuto una notifica giudiziaria dal Tribunale di Taranto in qualità di persona sottoposta a indagini. L’ipotesi di reato è quella prevista dall’articolo 660 del codice penale, relativo alla molestia o al disturbo alle persone. Secondo quanto appreso da Fanpage, il 26enne è assistito dall’avvocato penalista Luigi Poziello.

La Procura della Repubblica di Taranto ha infatti aperto un fascicolo sulle presunte molestie subite da Michele Misseri. L’inchiesta è partita dopo l’informativa trasmessa dagli agenti della polizia di Stato del commissariato di Manduria, che avevano avviato gli accertamenti su impulso della dirigente Marinella Martina.

A richiamare l’attenzione degli investigatori sarebbero stati proprio i numerosi filmati pubblicati online. Gli agenti hanno acquisito e analizzato le immagini disponibili, ricostruendo quanto sarebbe successo davanti all’abitazione di Misseri. Il materiale raccolto è stato quindi trasmesso alla Procura ionica, che dovrà esaminare video, testimonianze e singole condotte per stabilire l’eventuale rilevanza penale dei comportamenti contestati.

E Napolitano potrebbe non essere l’unica persona coinvolta negli accertamenti. L’attività investigativa del commissariato di Manduria riguarderebbe anche altri giovani, alcuni dei quali del posto, ripresi insieme al tiktoker. Gli investigatori stanno cercando di capire se abbiano semplicemente assistito alla scena oppure se abbiano partecipato e sostenuto le presunte molestie nei confronti di Misseri. Saranno gli ulteriori approfondimenti a chiarire il ruolo di ciascuno.

Sul fondo resta inevitabilmente la tragedia che ha reso famosa quella casa. Sarah Scazzi aveva 15 anni quando venne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana. Per il delitto sono state condannate definitivamente all’ergastolo Sabrina Misseri, cugina della ragazza, e Cosima Serrano, rispettivamente figlia e moglie di Michele Misseri.

“Zio Michele” ha sempre sostenuto di essere stato lui a uccidere Sarah, ma la giustizia italiana è arrivata a conclusioni differenti sull’omicidio. Misseri è stato invece condannato a otto anni di reclusione per la soppressione del cadavere della nipote, che aveva occultato all’interno di un pozzo. Dopo avere espiato la pena è tornato in libertà e oggi vive nuovamente nella sua casa di Avetrana.

Dalla scarcerazione conduce una vita molto isolata e trascorre gran parte delle giornate chiuso nella propria abitazione. Nonostante siano trascorsi sedici anni dal delitto, però, la casa di via Grazia Deledda continua ad attirare persone provenienti anche da altre regioni italiane. Sono i cosiddetti “turisti del macabro”, curiosi che raggiungono Avetrana per osservare e fotografare i luoghi della tragedia e che, in alcune occasioni, cercano persino un contatto con Misseri.

Un fenomeno che continua a pesare su una comunità profondamente segnata dall’omicidio di Sarah Scazzi. Il nuovo episodio ha così riacceso il dibattito sulla trasformazione dei grandi casi di cronaca nera in una forma di spettacolo da consumare e condividere sui social. In questo caso, però, alle polemiche online è seguito anche l’intervento della magistratura: toccherà ora alla Procura di Taranto stabilire se quanto avvenuto davanti alla casa di Michele Misseri abbia superato il confine della provocazione per assumere una rilevanza penale.

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