
Un grave episodio di cronaca ha recentemente scosso il centro di Firenze, attirando l’attenzione dei media nazionali per via della figura coinvolta e delle modalità con cui è stato compiuto il crimine. Al centro della vicenda c’è un appartamento della Curia situato nella celebre piazza Duomo, un luogo solitamente considerato protetto e sicuro nel cuore della città toscana. In questa abitazione vive abitualmente il cardinale Ernest Simoni, un alto prelato di novantasette anni noto per essere sopravvissuto al regime comunista albanese e per essere stato nominato cardinale da Papa Francesco esattamente dieci anni fa.
Un’incursione audace nel cuore di Firenze
L’appartamento è stato preso di mira dai ladri in pieno giorno, approfittando dell’assenza degli occupanti per agire indisturbati. I malviventi hanno forzato gli ingressi e compiuto un gesto eclatante, sventrando letteralmente un muro divisorio con l’ausilio di scalpelli, che sono stati successivamente abbandonati sul pianerottolo del palazzo. All’interno della residenza si trovavano anche il nipote del cardinale, Tonin Simoni, insieme alla moglie, ma al momento del raid i due si erano recati nel loro ristorante in Borgo Albizi. Il rientro in tarda serata ha permesso di scoprire il disastro causato dai ladri, che hanno messo a soqquadro interamente l’abitazione, danneggiando la porta blindata e rovistando tra armadi e valigie alla ricerca di oggetti di valore.
Un bottino ingente e le indagini in corso
Il valore complessivo della refurtiva sottratta dai malviventi è stato stimato intorno ai trentamila euro, composti da denaro contante, oggetti in oro e preziosi di vario genere. Tra i beni portati via figurano inoltre la carta di soggiorno personale del cardinale e alcuni ricordi di famiglia dal forte valore affettivo. Le forze dell’ordine, intervenute tempestivamente sul posto con i carabinieri e la sezione investigazioni scientifiche per i rilievi tecnici, hanno avviato immediatamente le ricerche. Gli inquirenti stanno analizzando meticolosamente le numerose telecamere di sorveglianza attive nella zona di piazza Duomo per cercare di ricostruire i movimenti dei ladri e risalire alla loro identità.
La reazione del cardinale Simoni
La notizia del furto è stata comunicata telefonicamente al cardinale Ernest Simoni, che in quel momento si trovava a Londra per impegni istituzionali e per un incontro con re Carlo. La reazione dell’alto prelato ha sorpreso per il suo totale distacco dai beni materiali terrestri. Il suo primo pensiero, infatti, non è stato rivolto al denaro o ai preziosi rubati, bensì alla sicurezza delle statue religiose custodite nella sua stanza, che assomiglia a una cappella privata. Quando il nipote lo ha rassicurato confermandogli che le sacre immagini erano rimaste integre e al loro posto, il cardinale ha minimizzato l’accaduto dimostrando una straordinaria serenità d’animo di fronte alla violazione della propria abitazione.


