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Torino, proteste contro Vannacci ospite del convegno della polizia: “Nessun generale per nessuna guerra”

Pubblicato: 18/09/2026 11:07

La mattina è iniziata con un presidio, uno schieramento imponente di forze dell’ordine e una tensione cresciuta rapidamente attorno all’area interessata dall’iniziativa. Decine di manifestanti si sono radunati per contestare la presenza di un esponente politico atteso a un appuntamento sindacale, mentre le autorità hanno predisposto un cordone di sicurezza per separare il presidio dall’ingresso della struttura.

Tra slogan, cori e fumogeni, la protesta ha finito per avere conseguenze anche sulla circolazione stradale, con alcune linee del trasporto pubblico costrette a modificare il proprio percorso. Il presidio si è poi trasformato in un corteo, mentre le forze dell’ordine hanno continuato a controllare l’area intorno all’albergo.
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A Torino, questa mattina, circa 150 manifestanti hanno contestato l’arrivo di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, atteso a un’assemblea sindacale promossa dalla Fsp Polizia di Torino. L’iniziativa è dedicata al tema «Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni imprenditori».

Ad accogliere Vannacci è stato uno striscione con un messaggio netto: «Nessun generale per nessuna guerra. Vannacci fuori da Torino!». I manifestanti si sono concentrati nelle vicinanze dell’hotel nel quale si svolge l’assemblea, trovandosi davanti a un consistente dispositivo di sicurezza.

La protesta davanti all’hotel

Il presidio è stato caratterizzato da cori, lanci di uova e dall’accensione di alcuni fumogeni. I manifestanti hanno raggiunto il cordone predisposto dalle forze dell’ordine e hanno scandito diversi slogan contro Vannacci.

Tra quelli pronunciati durante la protesta: «Fuori Vannacci da Torino», «Vannacci vai a casa» e «Siamo tutte antifasciste».

Dal microfono utilizzato durante il presidio sono state spiegate anche le ragioni della mobilitazione. «Ci sono persone come Vannacci perché ancora non c’è una forza dal basso per rappresentare l’alternativa», hanno affermato i manifestanti.

Il messaggio è proseguito con un appello alla costruzione di una mobilitazione politica dal basso: «Per noi è un obbligo essere qui per cacciare Vannacci e costruire un ponte popolare contro la guerra. Dobbiamo diventare una forza credibile in modo che le persone che muoiono di fame per questa guerra possano vederci come un’alternativa».

Al termine degli interventi dal presidio, i manifestanti hanno iniziato a muoversi in corteo, mantenendo la protesta nell’area interessata dall’iniziativa.

La presenza delle forze dell’ordine è stata particolarmente consistente. Il cordone ha presidiato l’accesso alla zona dell’albergo, mentre i disagi provocati dalla manifestazione hanno interessato anche la viabilità cittadina.

I disagi alla circolazione

La protesta ha avuto ripercussioni sul traffico. Alcune linee dei mezzi pubblici sono state deviate e la circolazione stradale ha registrato disagi nell’area interessata dal presidio.

Proprio sulle conseguenze della mobilitazione si è concentrata la critica di Enrico Forzese, coordinatore provinciale torinese di Futuro Nazionale, arrivato sul posto.

«E’ paradossale assistere a una città paralizzata non permettendo a chi ha una legittima necessità di organizzare un convegno, ma permettendo al alcune decine di persone di avere il diritto perenne di contro manifestare fuori da ogni regola, ogni logica, paralizzando la città», ha dichiarato Forzese.

Le parole del coordinatore provinciale hanno così aggiunto un ulteriore elemento al confronto che ha accompagnato l’appuntamento torinese. Da una parte la contestazione organizzata contro la presenza di Vannacci, dall’altra la posizione di chi difende lo svolgimento dell’assemblea e contesta le conseguenze della protesta sulla città.

La polemica sul convegno

La manifestazione arriva dopo una polemica che nei giorni precedenti aveva riguardato proprio l’assemblea sindacale. Al centro della discussione c’era, in particolare, l’annunciata presenza del questore di Torino Maurizio Gambino e l’ipotesi che l’appuntamento potesse essere riconosciuto come attività di aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato.

Sul punto era intervenuto il Dipartimento della Pubblica sicurezza, fornendo una precisazione sull’iniziativa.

«Trattasi di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato», aveva precisato il Dipartimento.

La puntualizzazione aveva quindi chiarito che il questore non avrebbe partecipato all’iniziativa e che l’appuntamento non avrebbe costituito un’attività di aggiornamento professionale per i poliziotti.

La giornata torinese si è così sviluppata tra protesta, misure di sicurezza e conseguenze sulla mobilità cittadina. Mentre all’interno dell’hotel era previsto l’appuntamento sindacale con Roberto Vannacci, all’esterno il presidio ha trasformato l’area in un punto di forte contrapposizione, con slogan e contestazioni rivolte al leader di Futuro Nazionale.

La protesta è quindi proseguita con il corteo dei manifestanti, mentre le forze dell’ordine hanno mantenuto il dispositivo predisposto attorno alla struttura.

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