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Il Pd chiede lo scioglimento del partito di Vannacci: “Apologia di fascismo”. Il governo: “Libertà di pensiero”

Pubblicato: 18/09/2026 16:28

Il Partito Democratico chiede al governo di valutare se esistano i presupposti per lo scioglimento di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, richiamando la legislazione sull’apologia del fascismo e sulla riorganizzazione del disciolto partito fascista. Dall’esecutivo arriva però una risposta di segno diverso: le manifestazioni di pensiero, anche quando radicali e contestabili, sono tutelate dall’articolo 21 della Costituzione, mentre altro è il piano di eventuali condotte illecite o minacce concrete all’ordinamento democratico.

Lo scontro si è consumato venerdì 18 settembre alla Camera, durante un’interpellanza urgente presentata dal deputato dem Roberto Morassut. Al governo ha risposto la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.

Morassut: «Per noi il limite è stato superato»

«Il segno è passato, la Costituzione e le leggi parlano chiaro, il governo deve valutare se questo segno è stato passato. Per noi sì», ha affermato Morassut nell’Aula di Montecitorio.

Il deputato del Pd ha richiamato la legge Scelba e la legge Mancino, chiedendo all’esecutivo di verificare se le dichiarazioni, i comportamenti e le simbologie contestate a Vannacci e al suo movimento possano integrare i presupposti previsti dalla normativa. Si tratta, allo stato, della posizione politica espressa dagli interpellanti e non di un accertamento giudiziario sull’esistenza del reato di apologia del fascismo.

«La questione politica e costituzionale è fondamentale: c’è o no apologia di fascismo, c’è o no il tentativo di ricostituire una storia ma anche di riorganizzare dei movimenti strutturati e un partito politico? Questa è la domanda al governo», ha sostenuto Morassut.

L’esponente dem ha quindi chiesto se il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia a conoscenza di «denunce, segnalazioni e analisi giuridiche» riguardanti Vannacci e Futuro Nazionale e se siano state adottate o siano allo studio iniziative in merito. «Il momento del “se”, della tolleranza e della valutazione dei fatti per noi è passato», ha aggiunto.

I riferimenti a Vannacci nell’interpellanza

Nel documento il Pd richiama anche una denuncia presentata dall’avvocato Antonio Fiumefreddo nei confronti dell’ex generale, nella quale vengono ipotizzati, tra gli altri, reati di istigazione a delinquere, propaganda e istigazione per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e associazione sovversiva. Si tratta di contestazioni contenute in una denuncia, sulle quali non risulta un accertamento definitivo di responsabilità.

L’interpellanza cita inoltre alcune dichiarazioni pubbliche di Vannacci, i suoi riferimenti alla X Flottiglia Mas e passaggi del libro Il mondo al contrario, elementi che, secondo i firmatari, renderebbero necessaria una valutazione sulla possibile applicazione della legislazione antifascista.

La risposta del governo: «Rientrano nella libertà di pensiero»

La posizione espressa dal governo è stata differente. Wanda Ferro ha spiegato che le «manifestazioni di pensiero radicali», per quanto possano essere contestate, secondo la giurisprudenza richiamata dall’esecutivo «rientrano nella libertà di pensiero garantita dall’articolo 21 della Costituzione».

La sottosegretaria ha quindi posto l’accento sulla distinzione tra la manifestazione di un’opinione e comportamenti che possano tradursi in una concreta minaccia per l’ordinamento democratico.

«Il sistema di libertà e garanzie» costruito dai padri costituenti per prevenire possibili derive autoritarie, ha spiegato Ferro, si fonda sulla «nettissima diversità tra l’espressione di idee, ammissibili anche quando radicali e non condivisibili, e la realizzazione di minacce violente contro l’ordinamento democratico». E ha concluso: «A quell’insegnamento tutti i governi della Repubblica si sono attenuti e certamente non saremo noi a venirvi meno».

Il procedimento sui militari vicini a Futuro Nazionale

Nella risposta è emerso anche un altro elemento. Ferro ha riferito che, in relazione alle notizie riguardanti militari in servizio che sarebbero attivi in Futuro Nazionale, dopo un esposto il ministero della Giustizia ha iscritto un procedimento penale successivamente trasmesso alla Procura di Roma.

Si tratta però di un piano distinto rispetto alla richiesta avanzata dal Pd sul partito nel suo complesso. L’esistenza di un procedimento non equivale infatti all’accertamento di responsabilità individuali né, automaticamente, alla sussistenza delle condizioni previste dalla legge per lo scioglimento di una formazione politica.

Il confronto alla Camera lascia dunque aperto un netto contrasto politico e giuridico: da una parte il Pd chiede all’esecutivo di verificare formalmente se le attività di Futuro Nazionale possano oltrepassare i limiti stabiliti dalla legislazione antifascista; dall’altra il governo sostiene che, sulla base degli elementi richiamati nell’interpellanza, le espressioni contestate vadano distinte dalle condotte concretamente dirette contro l’ordinamento democratico.

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Ultimo Aggiornamento: 18/09/2026 16:39

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