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“Salvini traditore, ridacci la Lega”. A Pontida le scritte contro il leader

Pubblicato: 19/09/2026 12:34

Quando la tensione sotterranea esplode improvvisamente alla vigilia di una resa dei conti storica, le fondamenta di un intero movimento politico iniziano a vacillare sotto il peso del malcontento interno. Tra muretti imbrattati di notte con slogan velenosi, appelli disperati al dialogo e una vera e propria mobilitazione di militanti da ogni angolo della penisola per schermare il vertice, l’atmosfera si preannuncia incandescente. Una vera e propria Polveriera identitaria che rischia di trasformare il rito comunitario per eccellenza nel palcoscenico della contestazione aperta, mettendo a nudo le spaccature insanabili tra la vecchia guardia e il nuovo corso.

Rabbia vergate con vernice bianca su asfalto e muri: «Salverdini traditore», «Salvini ridacci la Lega», «Ponte=mafia» e «– mojito + treni». La roccaforte storica di Pontida si prepara così a ospitare la due giorni della Lega, in un clima di tensione mai visto prima. Per disinnescare la fronda dei nordisti guidata da Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, il segretario Matteo Salvini ha provato a gettare acqua sul fuoco invocando l’unità: «Non credo che i leghisti vogliano polemiche al raduno. Ci sarà anche l’omaggio al genio assoluto che ci ha riuniti lì: Umberto Bossi».

Tuttavia, l’appello «a Pontida evitate che mi fischino», rivolto al vertice milanese con Luca ZaiaMassimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, non pare aver placato gli animi.

La carica della fronda nordista e gli autobus dal Sud

La fronda anti-salviniana chiede a gran voce la modifica dello statuto, il rilancio della questione settentrionale e la fine della deriva nazionalista. La protesta cova anche nel movimento giovanile contro il responsabile Luca Toccalini, mentre gli ex militanti di Partito Popolare del Nord, Patto per il Nord con Paolo Grimoldi e il comitato di Gianluca Pinipromettono battaglia. Duro l’attacco di Giulio Arrighini: «Sul Sacro Prato, fra le bancarelle di Nduja calabresi, pallotte cacio e ova abruzzesi e Caponate siciliane la fronda avanzerà le proprie richieste».

Per schermare l’eventuale contestazione, il segretario ha fatto mobilitare un treno speciale e un centinaio di pullman dal Centro-Sud. «La Lega vince unita, non possiamo pensare a partiti nei partiti», ha ribadito Matteo Salvini, spiegando che non teme verifiche: «Io l’esame me lo faccio tutti i giorni, cercando di andare a letto con la coscienza apposto». Intanto il sottosegretario Claudio Durigon ha tentato di allontanare le voci di epurazione blindando il capogruppo al Senato: «Romeo ha fatto il capogruppo, fa il capogruppo e farà il capogruppo».

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