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Arnaud Denis morto a 43 anni con l’eutanasia: Distrutto dai dolori dopo un intervento

Pubblicato: 22/09/2026 19:33

«Ho più paura di continuare così che di morire». Arnaud Denis aveva raccontato pubblicamente la decisione che aveva maturato dopo anni di sofferenze che descriveva come ormai insopportabili. L’attore e regista francese, 43 anni e tre candidature al Premio Molière, è morto in Belgio dopo aver scelto di sottoporsi all’eutanasia.

La sua storia era iniziata nel 2023, dopo un intervento per un’ernia inguinale durante il quale gli era stata inserita una protesi. Denis sosteneva che da quel momento fossero comparsi dolori e disturbi sempre più invalidanti, fino a impedirgli di uscire di casa e di continuare normalmente la propria vita professionale. Negli ultimi anni aveva trasformato la sua esperienza personale anche in una battaglia pubblica, raccogliendo le testimonianze di altri pazienti che riferivano problemi dopo interventi analoghi.

«Vivo come un malato terminale di cancro»

Denis aveva parlato apertamente della propria decisione in un’intervista a Le Dauphiné Libéré, spiegando perché avesse intrapreso in Belgio il percorso per accedere all’eutanasia.

«Non mi è rimasto nulla che costituisca la dignità di una vita umana. Vivo come un malato terminale di cancro, non posso più uscire di casa. Nessuno può aiutarmi. I medici non hanno più nulla da offrirmi», aveva raccontato.

Poi aveva aggiunto: «Non voglio finire in ospedale con tubi ovunque, con un sondino nasogastrico. Un uomo sa in fondo al cuore quando è condannato».

La procedura era stata avviata già prima dell’estate. A marzo l’attore si trovava in cure palliative in Belgio e aveva riferito di avere ottenuto il via libera di due medici, mentre attendeva l’ulteriore parere necessario per completare il percorso. Proprio allora aveva pronunciato una delle frasi che più avevano segnato il racconto pubblico della sua vicenda: «Ho più paura di continuare così che di morire».

L’intervento per l’ernia e l’inizio dei problemi

Al centro della storia di Denis c’era un intervento chirurgico eseguito il 17 luglio 2023 per un’ernia inguinale destra. Durante l’operazione gli era stata impiantata una protesi in polipropilene.

Secondo il racconto dello stesso attore, ripreso dalla stampa francese e successivamente confluito anche nella sua iniziativa giudiziaria, nei giorni e nei mesi successivi sarebbero comparsi problemi sempre più seri. Denis riferiva dolori e altri disturbi che, con il passare del tempo, avrebbero compromesso pesantemente la sua autonomia.

Nell’aprile 2024 aveva quindi deciso di sottoporsi negli Stati Uniti a un nuovo intervento per rimuovere la protesi, sostenendo di non essere riuscito a trovare in Francia uno specialista disponibile a eseguire l’operazione. Una procedura che, secondo quanto aveva raccontato, gli era costata circa 40mila euro.

Neppure la rimozione dell’impianto, tuttavia, avrebbe risolto i problemi. Denis aveva continuato a denunciare dolori e un progressivo peggioramento delle proprie condizioni, fino a descrivere la sua quotidianità come ormai incompatibile con quella che considerava una vita dignitosa.

Il collettivo per i pazienti con protesi per l’ernia

Con il passare del tempo la vicenda personale dell’attore si era trasformata in una campagna pubblica. Denis aveva fondato il collettivo “Victimes françaises des prothèses de hernies”, raccogliendo centinaia di testimonianze di persone che riferivano dolori persistenti e altri problemi che attribuivano alle protesi utilizzate negli interventi per le ernie.

Il tema aveva attirato anche l’attenzione delle autorità sanitarie francesi. Nel 2025 l’ANSM, l’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari, aveva rafforzato la sorveglianza sugli impianti impiegati nel trattamento delle ernie in seguito alle segnalazioni di effetti indesiderati, avviando ulteriori attività di monitoraggio e raccolta delle informazioni.

Questo, tuttavia, non dimostra automaticamente un rapporto di causa-effetto tra gli impianti e tutti i disturbi segnalati dai pazienti. Nel caso di Denis, alcune associazioni attive nell’ambito della chirurgia parietale avevano contestato che fosse stata scientificamente dimostrata un’intolleranza immunitaria al materiale della protesi.

La denuncia archiviata e la nuova iniziativa legale

Parallelamente alla battaglia sanitaria, Denis aveva deciso di rivolgersi anche alla magistratura. Il 5 gennaio 2026 aveva presentato una denuncia contro ignoti per lesioni involontarie, sostenendo che le gravi complicazioni di cui soffriva fossero collegate all’intervento e all’impianto della protesi.

A settembre la denuncia era stata però archiviata. Il 18 settembre Denis aveva commentato la decisione con amarezza: «Sono indignato e disilluso», aveva dichiarato, aggiungendo: «Stanno calpestando quel poco che resta di me».

Il suo avvocato, Philippe Courtois, aveva quindi annunciato di avere contestato l’archiviazione e presentato una nuova denuncia con costituzione di parte civile, con l’obiettivo di ottenere l’apertura di un’indagine giudiziaria.

La battaglia legale, secondo quanto spiegato dal legale, è destinata a proseguire anche dopo la morte di Arnaud Denis, nell’interesse della sua famiglia e per cercare di fare chiarezza sulle circostanze sanitarie che hanno segnato gli ultimi anni della vita dell’attore.

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