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“Oggi sarebbe premier”. Sondaggi clamorosi, come voterebbero gli italiani: tutto ribaltato

Pubblicato: 23/09/2026 18:37

Le più recenti rilevazioni demoscopiche tracciano un cambio di rotta significativo nello scenario politico italiano, evidenziando una potenziale battuta d’arresto per la maggioranza. Se le urne si aprissero oggi, l’attuale centrodestra perderebbe nettamente la competizione elettorale contro le opposizioni unite, penalizzato da un generalizzato calo di consensi tra le sue forze principali.

Il partito della premier Giorgia Meloni registra una flessione e scende al 26,5%, toccando il dato più basso dagli ultimi anni. Per arginare la contrazione del consenso e in vista di una legge di bilancio complessa, l’esecutivo ha messo in campo una serie di misure simboliche rivolte al proprio elettorato di riferimento.

La crisi di consensi investe tuttavia l’intera coalizione di governo, dove sia Forza Italia sia la Lega mostrano marcati segnali di sofferenza. A pesare sui calcoli della maggioranza è soprattutto il risultato del partito di Salvini, sceso sotto la soglia del 6%, una condizione che ha spinto la leadership a convocare un congresso straordinario.

A complicare ulteriormente i piani del centrodestra si inserisce l’exploit di Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci. Posizionandosi al momento al di fuori del perimetro d’azione del governo, il movimento catalizza il 7,6% dei voti, sottraendo risorse decisive che impediscono alla coalizione di superare la soglia del 40%.

Sul fronte opposto, le forze d’opposizione mostrano una competitività crescente attorno al perimetro del cosiddetto campo largo. La convergenza tra il Partito Democratico al 21,3%, il Movimento 5 Stelle al 12,1% e Alleanza Verdi-Sinistra al 6,6% garantisce una solida base di partenza attorno alla quale strutturare l’alleanza.

A completare la potenziale schieramento alternativo contribuiscono le forze moderate come Italia Viva e +Europa, la cui adesione porta il totale della coalizione di centrosinistra a sfiorare il 44% dei consensi. Resta invece disallineata Azione di Carlo Calenda, attualmente stimata attorno al 3%.

L’eventuale approvazione della nuova legge elettorale attualmente in discussione alla Camera finirebbe per amplificare questo distacco, garantendo alla coalizione progressista un’ampia maggioranza in Parlamento. Tuttavia, l’intesa resta subordinata alla risoluzione dei nodi programmatici e alla scelta del candidato leader.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la forza d’attrazione di Vannacci si consoliderà o se il governo riuscirà a recuperare terreno attraverso le manovre economiche. Al contempo, il centrosinistra dovrà dimostrare di saper trasformare la sommaria somma di sigle in una proposta politica coesa e convincente.

Il quadro politico si conferma dunque in forte fermento e fluido in vista delle future scadenze con il voto. Con un’opposizione in crescita e una maggioranza costretta alla difesa, la corsa verso le prossime elezioni politiche si preannuncia più aperta e incerta che mai.

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