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Trump, il giudice ordina di ripristinare l’accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW e Politico

Pubblicato: 24/09/2026 08:04

Ripristinato l’accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW e Politico. Il giudice federale Timothy Kelly ha ordinato all’amministrazione di Donald Trump di consentire nuovamente ai giornalisti delle tre testate di entrare nel complesso presidenziale, accogliendo la richiesta presentata dopo il bando annunciato dal presidente. La decisione riaccende il confronto sulla libertà di stampa e sui limiti del potere dell’amministrazione nei confronti dei media.

Il provvedimento arriva dopo l’udienza nella quale il giudice aveva esaminato le modalità con cui erano stati revocati i pass stampa. CNN, MS NOW e Politico avevano contestato la decisione sostenendo di non aver avuto un’adeguata possibilità di essere ascoltate prima che ai loro giornalisti venisse impedito l’accesso alla Casa Bianca.

Il punto centrale della decisione riguarda proprio il giusto processo. Kelly ha stabilito che la revoca dei pass sarebbe avvenuta senza un «giusto processo costituzionalmente adeguato». Secondo il giudice, in linea generale, quando il governo intende privare qualcuno di un interesse tutelato dalla Costituzione, deve prima informarlo e concedergli la possibilità di essere ascoltato.

La vicenda era iniziata quando Donald Trump aveva annunciato il divieto nei confronti delle tre testate, accusandole di diffondere «notizie false» e contestando alcuni dei loro reportage. Poco dopo, i giornalisti delle organizzazioni interessate si erano visti negare l’accesso al complesso presidenziale e i relativi accrediti.

La risposta di CNN, MS NOW e Politico non si era fatta attendere. Le tre testate avevano deciso di rivolgersi alla magistratura, sostenendo che il provvedimento dell’amministrazione violasse il Primo Emendamento, che tutela tra l’altro la libertà di stampa, oltre alle garanzie previste dal principio del giusto processo.

Davanti al giudice, l’amministrazione Trump ha difeso invece la propria posizione, sostenendo che l’accesso alla Casa Bianca non rappresenti un diritto assoluto e richiamando anche questioni legate alla sicurezza nazionale. Secondo la linea della difesa, la decisione di limitare l’accesso sarebbe stata motivata da specifici comportamenti e contenuti giornalistici, e non esclusivamente dalle posizioni critiche delle testate nei confronti del presidente.

È proprio su questo terreno che si è sviluppato uno dei passaggi più delicati della controversia. Gli avvocati delle tre organizzazioni hanno contestato la ricostruzione dell’amministrazione, sostenendo che le motivazioni del provvedimento fossero state comunicate soltanto dopo la revoca degli accrediti. Una circostanza che, secondo la loro posizione, avrebbe impedito alle testate di difendersi preventivamente.

Il caso ha inoltre provocato una reazione nel mondo dell’informazione americana. La vicenda ha coinvolto altre importanti organizzazioni giornalistiche e ha alimentato il dibattito sul rapporto tra la Casa Bianca e i media. Al centro della discussione c’è una questione destinata a rimanere aperta: fino a che punto l’amministrazione può decidere chi può accedere agli spazi della presidenza e seguire direttamente le attività del presidente?

Con il nuovo provvedimento, CNN, MS NOW e Politico potranno tornare alla Casa Bianca. La decisione di Kelly rappresenta un passaggio importante della vicenda giudiziaria, ma il confronto non è necessariamente concluso. Sul tavolo restano infatti le questioni relative alla libertà di stampa, al Primo Emendamento e ai poteri dell’amministrazione nella gestione degli accrediti dei giornalisti. Un braccio di ferro tra Casa Bianca e media che, dopo il provvedimento del giudice, entra ora in una nuova fase.

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