
Terzo giorno in Francia per Papa Leone XIV, che domenica 27 settembre dedica l’intera giornata a Lourdes. Una tappa segnata da due temi particolarmente delicati per la Chiesa e per la società francese: gli abusi sessuali commessi in ambito ecclesiale e il dibattito sul fine vita.
Nel pomeriggio il Pontefice incontrerà privatamente sette persone vittime di abusi sessuali nella Chiesa, mentre durante l’incontro con i vescovi francesi ha chiesto di proseguire il percorso intrapreso negli ultimi anni attraverso ascolto, ricerca della verità, giustizia, riparazione e prevenzione.
Più tardi, incontrando malati e operatori dell’Accueil Notre-Dame, Leone XIV è intervenuto anche sui temi bioetici, ribadendo la posizione della Chiesa contro eutanasia e aborto e affermando che «la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata».
L’incontro con sette vittime di abusi
Uno degli appuntamenti più attesi della giornata è fissato alle 18, quando Leone XIV incontrerà a porte chiuse sette persone che hanno subito violenze sessuali in ambito ecclesiale. Tra loro è presente anche un ex allievo dell’istituto Notre-Dame de Bétharram.
L’incontro avviene in un contesto particolarmente sensibile per la Chiesa francese. Nel 2021 il rapporto della Commission indépendante sur les abus sexuels dans l’Église (CIASE) stimò in circa 216mila le persone che, quando erano minorenni, avevano subito violenze sessuali da parte di sacerdoti o religiosi in Francia dal 1950. La stima saliva a 330mila includendo gli abusi attribuiti anche a laici che operavano in istituzioni ecclesiali.
All’incontro con il Papa non partecipano formalmente rappresentanti delle associazioni. Vatican News riferisce tuttavia che, secondo la Conferenza episcopale francese, due delle sette persone sono state indicate proprio da collettivi e associazioni di vittime.
Il Papa ai vescovi: «Proseguire lungo la strada intrapresa»
La giornata di Leone XIV a Lourdes è iniziata alle 9 con l’incontro a porte chiuse con i vescovi della Conferenza episcopale di Francia, nell’emiciclo Sainte-Bernadette del Santuario.
Il Pontefice ha affrontato direttamente il tema degli abusi sui minori: «Negli ultimi anni, avete affrontato con determinazione la dolorosa piaga degli abusi sui minori commessi da membri del clero o in ambito ecclesiale».
Leone XIV ha ricordato le misure adottate dalla Chiesa francese «attraverso l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno deciso a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro tali crimini».
«Vi ringrazio per quanto avete fatto e so che alcuni momenti sono stati molto difficili per la vostra Conferenza», ha aggiunto, invitando i vescovi a «proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza».
«La Chiesa deve riconoscere i propri errori»
Il tema è tornato anche durante la messa celebrata nella Prairie del Santuario davanti a circa 150mila fedeli, insieme a circa mille sacerdoti e 150 vescovi.
Nell’omelia Leone XIV ha sottolineato che il richiamo alla conversione riguarda anche la stessa istituzione ecclesiale. «Essa deve avere il coraggio di vivere questa conversione in primo luogo», ha affermato.
Il Papa ha quindi parlato delle «ferite profonde», delle «infedeltà» e dei «dolorosi smarrimenti» avvenuti all’interno della Chiesa, sottolineando che «riconoscere i nostri errori è indispensabile».
«Da Lourdes ripartirete missionari della speranza»
Davanti ai pellegrini, Leone XIV ha però voluto soprattutto consegnare un messaggio di speranza.
«Non ripartirete da Lourdes come siete arrivati: ripartirete come missionari della speranza», ha detto al termine dell’omelia.
Il Pontefice ha invitato i fedeli a essere, nei propri Paesi, nelle diocesi e nelle famiglie, testimoni della speranza cristiana e a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà: «Non temete le tempeste del mondo».
Il Papa ai malati: «Ciò che è legale non è necessariamente morale»
Nel pomeriggio Leone XIV ha visitato l’Accueil Notre-Dame, la struttura del Santuario dedicata all’accoglienza dei pellegrini malati e con disabilità. Qui il Pontefice ha affrontato esplicitamente il tema della dignità della vita umana e del fine vita.
«Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità», ha affermato, sostenendo che proprio in nome della dignità della persona debba essere respinta quella che ha definito la «tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione».
Il Papa ha quindi aggiunto: «È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale».
Il no ad aborto ed eutanasia: «La medicina non sia serva della morte programmata»
Nel suo intervento Leone XIV ha collegato il tema del fine vita alla più ampia posizione della Chiesa sulla tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale.
«Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana», ha detto.
Poi il passaggio più netto: «La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata».
Parole pronunciate mentre in Francia il fine vita rimane oggetto di confronto politico e sociale e che esprimono la posizione della Chiesa cattolica sul tema.
Il programma fino alla processione aux flambeaux
Dopo l’incontro con i malati e gli operatori dell’Accueil Notre-Dame, il programma prevede alle 16.45 un incontro privato con le religiose di vita contemplativa nel Monastero del Carmelo.
Alle 18 sarà quindi il momento del colloquio riservato con le sette vittime di abusi. La giornata di Leone XIV a Lourdes si concluderà in serata con la preghiera del Rosario e la tradizionale processione aux flambeaux, uno dei momenti simbolicamente più forti del Santuario.
Una giornata che unisce così pellegrinaggio e preghiera a questioni che attraversano direttamente la Chiesa contemporanea: dalla necessità di affrontare le responsabilità per gli abusi e ascoltarne le vittime fino al confronto sulla dignità della vita e sulle scelte di fine vita.


