
Un segnale inatteso ha fatto scattare nuovi controlli negli allevamenti, dove la sorveglianza sanitaria sta concentrando l’attenzione su alcuni campioni risultati positivi. In questi casi, il monitoraggio diventa fondamentale per comprendere l’evoluzione della situazione, verificare l’eventuale presenza di altri casi e mettere in campo rapidamente le misure necessarie a tutelare gli animali e il patrimonio zootecnico.
Mentre gli accertamenti proseguono, uno degli aspetti più importanti riguarda anche le informazioni destinate ai consumatori. La presenza di un agente virale negli animali non significa infatti automaticamente un pericolo per le persone, ed è proprio sulla distinzione tra salute animale e sicurezza alimentare che le autorità intendono fare chiarezza, fornendo dati e indicazioni basati sugli accertamenti effettuati.
Leggi anche: Coronavirus Italia, ultimo bollettino: 953 nuovi contagi
I casi nel Salernitano
Il monitoraggio riguarda alcuni campioni della popolazione bovina e bufalina della provincia di Salerno, dove è stato rilevato il virus Shamonda. A seguire la situazione è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, impegnato nelle attività di controllo e negli accertamenti necessari a valutare la presenza del virus negli allevamenti.
La situazione sarà illustrata durante una conferenza stampa convocata oggi alle 12 nella sede dell’IZSM di Portici. All’incontro saranno presenti il direttore generale dell’istituto, Giuseppe Iovane, e l’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca.
Nel corso della conferenza saranno presentati i dati relativi ai rilevamenti effettuati e saranno illustrate le attività di profilassi finalizzate a favorire una diagnosi tempestiva. L’obiettivo è fornire un quadro aggiornato della presenza del virus e delle iniziative adottate per la tutela del patrimonio zootecnico.
Uno spazio specifico sarà dedicato anche alla sicurezza alimentare, con l’intento di fornire informazioni chiare e scientificamente fondate sulle eventuali conseguenze per chi consuma prodotti di origine animale.

Come si trasmette il virus Shamonda
Il virus Shamonda era stato individuato per la prima volta in Nigeria verso la metà degli anni Sessanta. Successivamente era stato segnalato sporadicamente in Africa, Australia e Giappone.
Nell’estate del 2026 il virus è stato rilevato per la prima volta anche nell’Europa occidentale. Successivamente sono stati registrati casi in Italia, in particolare in allevamenti di vacche da latte nelle province di Trento e Bolzano, oltre che in alcuni bovini arrivati sul territorio nazionale dalla Francia.
Ora il virus è stato rilevato anche in alcuni campioni della popolazione bovina e bufalina della provincia di Salerno.
Secondo quanto comunicato dall’IZSM, la trasmissione avverrebbe soprattutto attraverso la puntura delle zanzare del genere Culicoides, lo stesso vettore associato al virus della febbre catarrale ovina (BTV) e a quello della malattia emorragica epizootica (EHDV).
Il contagio non avverrebbe invece normalmente attraverso il passaggio diretto da un animale all’altro. È indicata un’eccezione relativa alla trasmissione dalla madre al feto durante la gravidanza.

Nessun rischio indicato per l’uomo
Uno degli elementi sui quali le autorità intendono fornire maggiore chiarezza riguarda il possibile rischio per la popolazione. Secondo quanto comunicato, il virus Shamonda non sarebbe trasmissibile all’uomo, né attraverso il contatto con gli animali né attraverso le punture.
Le indicazioni diffuse dal Ministero della Salute riferiscono inoltre che non vi sarebbe trasmissione attraverso il consumo di latte o carne. Per questo, sulla base delle informazioni fornite, non viene indicata una preoccupazione per i consumatori sotto il profilo della sicurezza alimentare.
Il tema sarà comunque affrontato durante l’incontro organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, insieme ai dati sui rilevamenti e alle procedure di profilassi.
L’attenzione resta quindi concentrata sugli allevamenti bovini e bufalini, sulla tempestività della diagnosi e sulla sorveglianza della situazione. Gli accertamenti serviranno a seguire l’evoluzione della presenza del virus e a tutelare il patrimonio zootecnico, mentre le informazioni disponibili indicano l’assenza di un rischio per l’uomo legato al consumo di carne e latte.


