
Quando una figura simbolo delle pagine più buie e sanguinose del Novecento esce per sempre di scena, il peso della storia e la memoria del dolore tornano a scuotere le coscienze collettive. Tra sentenze internazionali che ne hanno scandito il destino giudiziario, ammissioni di colpa che hanno segnato un’epoca e il drammatico ricordo di conflitti che hanno lacerato un intero continente, la notizia della sua scomparsa riapre ferite mai del tutto rimarginate. Un epilogo silenzioso che chiude definitivamente la parabola di una donna capace di condizionare le sorti di un popolo, lasciando dietro di sé un’eredità d’odio, procedimenti legali storici e un ricordo doloroso.
Si è spenta all’età di 96 anni nella capitale serba Biljana Plavšić, figura centrale della storia balcanica e già presidente della Republika Srpska, la componente serba della Bosnia-Erzegovina. La donna, nota al grande pubblico e alle cronache internazionali con l’appellativo di “Lady di ferro” serbo-bosniaca, era stata travolta dalle indagini sulle atrocità commesse nel corso delle guerre balcaniche ed era stata ufficialmente condannata per crimini di guerra. A rendere nota la notizia del decesso nella giornata di giovedì sono state le principali testate d’informazione locali.
La vicenda giudiziaria dell’ex leader aveva toccato uno snodo decisivo nel 2001, anno in cui Plavšić aveva scelto di consegnarsi spontaneamente ai giudici del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia, dopo essere venuta a conoscenza dell’incriminazione formale emessa a suo carico in gran segreto dai magistrati dell’Aia.
La condanna dell’Aia, le ammissioni e la sepoltura a Banja Luka
Nel 2003 la corte internazionale espresse la propria sentenza di condanna, comminando a Biljana Plavšić una pena pari a 11 anni di reclusione. Il pronunciamento giunse a seguito della confessione resa dalla stessa imputata, la quale aveva ammesso dinanzi ai giudici di aver esercitato una funzione di primissimo piano nell’organizzazione e nella gestione della campagna di persecuzione condotta contro la popolazione croata e contro i musulmani bosniaci nel corso del sanguinoso scontro bellico che ha sconvolto la Bosnia durante gli Anni ’90.
Secondo quanto trapelato dalle agenzie ANSA-AFP, le spoglie dell’ex presidente verranno trasferite ed esposte per l’ultimo saluto a Banja Luka, centro principale e capitale della Republika Srpska, dove si terranno le esequie e la successiva sepoltura.


