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“Non puoi dirlo!”. Giuseppe Conte inchiodato in diretta tv: tensione in studio

Pubblicato: 01/10/2026 09:39

Il rapporto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, le possibili alleanze e il confronto con il governo guidato da Giorgia Meloni sono stati al centro dell’intervento di Giuseppe Conte a L’Aria Che Tira. Ospite di David Parenzo nella puntata di mercoledì 30 settembre, il leader del M5S ha delineato la posizione del suo partito in vista dei prossimi passaggi politici, lasciando aperto il confronto con gli alleati.

«Adesso aspettiamo il Pd che ha delle importanti riunioni, direzione, assemblea nazionale e poi ci ritroveremo. Noi siamo pronti e abbiamo le idee chiare. Aspettiamo i tempi del Pd e degli altri alleati e ci ritroveremo», ha detto Conte, rispondendo alle domande sul futuro del rapporto con il centrosinistra.

Una posizione che rinvia dunque ai prossimi appuntamenti interni al Pd prima di arrivare a un nuovo confronto tra le forze della coalizione. Conte ha ribadito che il Movimento è pronto a discutere, ma che saranno necessari i passaggi già programmati dagli altri partiti.
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Conte ironizza su Matteo Renzi

Nel corso dell’intervista non è mancato un passaggio dedicato a Matteo Renzi, dopo alcune parole positive espresse dall’ex presidente del Consiglio nei confronti di Conte.

La replica del leader del Movimento 5 Stelle è arrivata con una battuta: «Ha parlato bene di me? Mi devo preoccupare? Ha detto una cosa che mi gratifica, non sono il suo modello politico».

L’ironia ha accompagnato così un rapporto politico segnato negli anni da posizioni differenti. Conte ha preferito sottolineare la distanza rispetto all’impostazione di Renzi, pur riconoscendo il valore delle dichiarazioni ricevute.

Il confronto televisivo si è poi spostato sui temi economici e sulle critiche rivolte al governo. Conte ha contestato in particolare le scelte dell’esecutivo in materia di crescita, Patto di stabilità e spesa per la difesa.

Le critiche al governo e il Superbonus

Parlando dell’economia italiana, Conte ha sostenuto che il Paese non abbia registrato una crescita sufficiente e ha collegato la situazione anche alle scelte compiute dall’attuale governo.

«Non abbiamo crescita, i 209 miliardi sono finiti e sono stati spesi abbastanza male, non abbiamo prospettive di crescita, siamo il fanalino di coda in Ue», ha dichiarato.

Conte ha quindi criticato la firma del Patto di stabilità, sostenendo che l’Italia avrebbe avuto margini per intervenire sul suo contenuto. Nel mirino anche il piano di riarmo europeo e gli impegni assunti in ambito Nato.

«Meloni ha firmato il Patto di stabilità che non ci fa crescere, il piano di riarmo europeo che sono soldi buttati, abbiamo preventivato in sede Nato una firma folle perché non possiamo spendere il 5% del Pil. Stiamo buttando soldi in modo scriteriato perché non c’è neppure il progetto della difesa europea», ha affermato il leader del M5S.

Conte ha aggiunto che l’Italia, in quanto Paese fondatore dell’Unione europea, avrebbe potuto contribuire alla modifica del Patto di stabilità: «Il Patto di stabilità è stato firmato dall’Italia e occorreva il voto all’unanimità, siccome siamo un Paese fondatore quel Patto potevamo contribuire a modificarlo».

Nel confronto non è mancato il tema del Superbonus, misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle durante il governo Conte e successivamente oggetto di aspre critiche per il suo impatto sui conti pubblici. Il leader pentastellato ha però concentrato il proprio intervento sulle responsabilità attribuite all’attuale governo e sulle prospettive economiche del Paese.

La proposta sulla sanità privata

La parte finale dell’intervista ha riguardato la proposta del Movimento 5 Stelle sulla sanità pubblica e sul finanziamento di un fondo alimentato dalla sanità privata.

Parenzo ha sintetizzato la posizione di Conte con una frase netta: «Conte vuole tassare la sanità». Il leader del M5S ha immediatamente contestato questa interpretazione.

«No, non Conte. Diciassettemila cittadini hanno detto di creare un fondo specifico alimentato dalla sanità privata, che sta facendo ingenti profitti, per mantenere in piedi la sanità pubblica. Se qualcuno mi porta una soluzione migliore, la portino al tavolo e possiamo aggiungerla», ha risposto Conte.

Il confronto si è quindi acceso sul modo in cui la proposta viene presentata e sulla possibilità di trovare un punto di sintesi con altre posizioni. Parenzo ha replicato con una battuta: «Beh, se dice sempre ‘la mia è la migliore’, difficile trovare un punto di contatto».

Conte ha cercato di respingere l’accusa di arroganza, riportando nuovamente l’attenzione sul sostegno ricevuto dalla proposta: «Non è arroganza, sono 17mila cittadini…».

L’intervista si è chiusa così tra il tema delle alleanze nel centrosinistra, le critiche alle politiche economiche del governo e la proposta del Movimento 5 Stelle sulla sanità. Conte ha ribadito la disponibilità al confronto con Pd e alleati, indicando nei prossimi appuntamenti politici dei democratici il passaggio necessario prima di tornare a discutere del percorso comune.

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