
Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, sarebbe in gravi condizioni. Il ricovero è stato confermato dalla struttura ospedaliera, mentre al momento non sono state rese note le cause che hanno reso necessario il trasferimento in terapia intensiva.
Per Sgarbi si tratta di un nuovo ricovero al Gemelli dopo quello del marzo dello scorso anno, quando era stato assistito per una profonda sindrome depressiva. In quel periodo aveva attraversato una fase particolarmente difficile, caratterizzata da isolamento, forte perdita di peso e difficoltà nell’alimentazione.
Sgarbi in gravi condizioni, la figlia Evelina rompe il silenzio
Sono ore di apprensione per Vittorio Sgarbi, 74 anni, il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. Attualmente sulle sue condizioni di salute non sono stati diffusi aggiornamenti ufficiali, ma sul ricovero delle ultime ore è intervenuto Lorenzo Iacobbi, legale della figlia Evelina. E lo ha fatto con una nota durissima nella quale ha ricostruito la situazione dal punto di vista della ragazza e ha ripercorso le preoccupazioni espresse nel corso dell’ultimo anno. Il ricovero di Vittorio Sgarbi in gravi condizioni al Policlinico Gemelli non è un evento improvviso, ma il tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile delle patologie che affliggono il professore da tempo, ha affermato il legale nella nota diffusa mercoledì 1 ottobre 2026.
Evelina, sua figlia, da oltre un anno e in ogni sede sta chiedendo aiuto, denunciando quello che stava accadendo ai danni di suo padre, si legge ancora nella nota. A ciò si è aggiunta una forzata e incessante attività estiva di promozione e partecipazione ad eventi in ogni angolo d’Italia in cui quest’ultimo è stato coinvolto, garantendo al pubblico la sua presenza fisica. Viaggi continui, sbalzi termici, caldo, climatizzatori e uno stress fisico devastante imposti a un uomo con condizioni di salute già nettamente precarie e visibilmente compromesse. Condizioni gravi, ampiamente documentate e confermate dalle cartelle cliniche ufficiali di cui, prosegue la nota del legale, con grande fatica e impegno Evelina dopo un anno è finalmente venuta in possesso. Un affondo diretto contro chi avrebbe continuato a gestire l’immagine pubblica di Sgarbi nonostante il quadro clinico.
Quando la ragazza ha alzato la voce per urlare che temeva per la vita del suo papà la risposta della stampa e dei salotti televisivi è stata vergognosa, insulti, derisione, attacchi personali. È la parte più amara della nota di Iacobbi. È stata usata come bersaglio da chi si preoccupava unicamente di tutelare il personaggio Sgarbi e di garantire il proseguimento del business legati alla sua figura pubblica. Evelina, che già in passato aveva raccontato di non vedere il padre da 10 mesi e di aver appreso di un suo ricovero dai giornali, si è trovata al centro di polemiche feroci dopo aver chiesto al tribunale la nomina di un amministratore di sostegno, ritenendo il padre facilmente manipolabile e accusando la compagna Sabrina Colle di tenerla lontana da lui.
Oggi, mentre molti dovrebbero solo tacere, Evelina è lì, accanto al letto di suo padre, a sperare che il suo papà si riprenda e che venga finalmente e per davvero messo nelle condizioni di curarsi adeguatamente. La nota si chiude con un appello che suona come una resa dei conti. Tutti coloro che in questo lungo anno l’hanno insultata, derisa e ostacolata mentre cercava unicamente di salvare la vita di suo padre oggi dovrebbero fare una sola cosa, chiedere scusa ad Evelina. Una vicenda familiare diventata pubblica tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, quando la figlia aveva raccontato delle telefonate a vuoto a Capodanno e di quel debole ciao strappato attraverso la compagna del padre. Da Verissimo a La Volta Buona, Evelina aveva denunciato, basta avere gli occhi per vedere le ultime uscite, lo portano in giro come fosse un brand. Ora, nel silenzio della terapia intensiva del Gemelli, restano solo la paura e la speranza.
Non solo depressione, il quadro clinico complesso dietro il deperimento fisico
Altro che depressione indotta da inchieste di quotidiani e trasmissioni giornalistiche, troppo comodo individuare capri espiatori che nulla c’entrano col quadro clinico complesso di Vittorio Sgarbi. Il legale di Evelina smonta la narrazione che ha accompagnato gli ultimi mesi, quella di un Sgarbi depresso a causa delle inchieste giornalistiche. Sgarbi soffre di patologie ben più gravi e precedenti, la depressione è solo una conseguenza del deperimento fisico e non la causa. Una precisazione che sposta l’asse della vicenda dal piano mediatico a quello strettamente sanitario, sottolineando come le condizioni del critico d’arte fossero già compromesse da tempo e come la gestione della sua salute sarebbe stata inadeguata.
Le ultime apparizioni pubbliche
Nel febbraio scorso Sgarbi era tornato a mostrarsi in pubblico alla Certosa di Ferrara, apparendo fisicamente debilitato e accompagnato dalla compagna Sabrina Colle. L’8 maggio aveva poi festeggiato il suo 74esimo compleanno a Venezia, dove era stato ricevuto a Ca’ Giustinian dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.
Negli ultimi mesi il critico d’arte era finito anche al centro di una vicenda giudiziaria familiare. La figlia Evelina Sgarbi aveva infatti presentato al tribunale civile di Roma un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non fosse più in grado di occuparsi autonomamente della propria persona e dei propri interessi.
All’inizio dell’anno il nome di Vittorio Sgarbi era tornato inoltre sulle cronache per l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio relativa al caso del dipinto “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti.


