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“Emorragia al cervello”. Dramma nello sport, addio al giovanissimo campione: straziante

Pubblicato: 04/10/2026 08:04

Aveva 17 anni, tre sport nel cuore e un futuro che sembrava già tracciato. Owen Coyne, studente dell’ultimo anno alla Marblehead High School, in Massachusetts, era co-capitano della squadra di football e aveva già conquistato un posto al college. Poi, all’improvviso, un’emorragia cerebrale ha spezzato la sua vita. A raccontare la sua storia è People, riportando le parole della madre e il dolore di una comunità intera.

Per la famiglia era Owie, per gli amici, i compagni di squadra e gli allenatori OC. Due soprannomi per raccontare lo stesso ragazzo, descritto dalla madre Angela Paraside come una persona capace di lasciare un segno in chiunque incontrasse. «Owen è morto per un’improvvisa emorragia cerebrale», ha scritto la donna in un comunicato al Marblehead Current. «Era l’anima più dolce che si possa incontrare: un vero dono».

Owen aveva davanti a sé un nuovo capitolo già pronto per cominciare. Da poco aveva annunciato la scelta del Williams College, dove avrebbe continuato gli studi e giocato a football. Una decisione maturata dopo aver visitato il campus, conosciuto la squadra e incontrato lo staff. Per la sua famiglia, in quel momento, era apparso subito evidente che Owen avesse trovato la sua prossima casa.

«Il giorno in cui abbiamo visitato il campus, passeggiato per i viali e conosciuto la squadra e lo staff, abbiamo capito che Owen aveva trovato la sua prossima casa», ha raccontato la madre. Quella che sembrava l’inizio di una nuova avventura è diventata invece la misura di un futuro che non potrà più essere vissuto. «Sapere che non vedremo mai il nostro Owie inseguire i suoi sogni universitari, dopo tutto l’impegno con cui si era guadagnato il posto a Williams, è un dolore che va oltre lo strazio».

Nel pieno del lutto, la famiglia ha però compiuto una scelta capace di trasformare la tragedia in un ultimo gesto di generosità. I genitori hanno deciso di donare gli organi di Owen. Grazie a quella decisione, il ragazzo potrà contribuire a salvare cinque vite, permettendo ad altre persone di continuare il proprio percorso.

La madre ne ha parlato anche alla televisione WCVB, spiegando che Owen resterà così «un dono e un eroe per perfetti sconosciuti». Un modo per dare un significato alla sua morte e, allo stesso tempo, per continuare a raccontare chi fosse quel ragazzo che aveva ancora così tanti progetti davanti a sé.

Nel suo messaggio, Paraside si rivolge direttamente al figlio, con parole che raccontano tutto il peso della perdita ma anche l’amore di una madre. «Owen, sei stato davvero un dono, il più bello, per tutti noi. Sono grata di essere tua madre. Ti amo con tutto il cuore e mi mancherai ogni minuto di ogni giorno, finché avrò vita».

La famiglia, intanto, prova a fare i conti con un’assenza impossibile da colmare. Restano i ricordi, gli amici, la squadra, i compagni di scuola e quei sogni universitari rimasti improvvisamente sospesi. Ma resta anche una comunità pronta a ricordare e celebrare Owen, trasformando il suo nome in una memoria condivisa.

E proprio questa è la promessa della madre: «Farò del mio meglio per ricordarti, celebrarti, parlare di te e portare avanti la tua eredità fino al mio ultimo giorno». Owen non potrà più scendere in campo con la maglia del Williams College né inseguire i progetti che aveva costruito con impegno. Ma, attraverso le cinque vite che la sua donazione potrà salvare e il ricordo di chi gli ha voluto bene, una parte della sua storia continuerà.

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