
Un carico di 3,7 tonnellate di cocaina, un’imbarcazione oceanica ad altissima velocità e un inseguimento in mare finito in tragedia. È il bilancio dell’ultima operazione antidroga condotta nell’Atlantico dalla Guardia di finanza di Brescia insieme alla Policia marittima portoghese. Le autorità hanno intercettato un gommone del tipo go-fast, utilizzato da tre presunti narcotrafficanti, due spagnoli e un uomo originario di Gibilterra, per trasportare un ingente quantitativo di stupefacenti destinato al mercato europeo.
L’intervento si è concluso con il sequestro della droga e il fermo dei tre uomini, ma durante le concitate fasi dell’inseguimento si è verificata una collisione tra imbarcazioni. Uno dei sospettati, di nazionalità spagnola, ha riportato gravi lesioni ed è morto dopo essere stato trasferito d’urgenza sulla terraferma con un mezzo di soccorso aereo. L’operazione rappresenta inoltre un nuovo sviluppo di un’indagine internazionale avviata nei mesi scorsi per contrastare le rotte marittime del narcotraffico.
L’operazione e il collegamento con il sequestro di luglio
Il nuovo intervento si inserisce nel quadro delle indagini condotte a luglio, quando nelle acque dell’Atlantico erano già state arrestate altre quattro persone e sequestrate ulteriori 4,7 tonnellate di cocaina, trasportate a bordo di un’altra imbarcazione oceanica. Il secondo blitz conferma la portata dell’attività investigativa, sviluppata attraverso la cooperazione tra le autorità italiane e portoghesi per individuare e bloccare i carichi di droga diretti verso l’Europa.
L’obiettivo è stato individuato e seguito grazie a un’attività di sorveglianza continuativa, che ha permesso agli investigatori di monitorare gli spostamenti del gommone e coordinare l’intervento delle unità marittime portoghesi. L’operazione è stata resa possibile dalla collaborazione tra le forze impegnate sul mare e i mezzi aerei della Guardia di finanza.
Il monitoraggio dall’alto e l’intervento in mare
Il controllo dell’imbarcazione è stato effettuato dai velivoli del Gruppo esplorazione aeromarittima della Guardia di finanza, equipaggiati con tecnologie avanzate per la sorveglianza marittima. Gli aerei hanno seguito costantemente il natante, mantenendo i contatti con le autorità portoghesi e fornendo le informazioni necessarie a indirizzare verso il bersaglio i mezzi navali della Policia marittima.
Una volta raggiunta l’imbarcazione sospetta, gli operatori hanno avviato l’intervento per fermarla e procedere al sequestro del carico. I tre uomini a bordo avrebbero tentato di sottrarsi alla cattura accelerando e cercando di allontanarsi dalle unità impegnate nell’operazione. Ne è nato un inseguimento ad alta velocità che ha avuto conseguenze drammatiche.
La collisione durante la fuga: un uomo è morto
Nel corso dell’inseguimento, caratterizzato da manovre concitate e velocità elevate, si è verificata una collisione con l’imbarcazione dei fuggitivi. Nell’impatto uno dei tre presunti narcotrafficanti, un cittadino spagnolo, è rimasto gravemente ferito.
L’uomo è stato trasferito d’urgenza sulla terraferma attraverso un intervento di soccorso aereo, ma è morto successivamente a causa delle lesioni riportate. Gli altri due uomini sono stati fermati nell’ambito dell’operazione. Le circostanze precise della collisione e la dinamica dell’incidente rientrano negli accertamenti legati all’intervento.
Cocaina per 115 milioni di euro all’ingrosso
Il quantitativo sequestrato ammonta a circa 3,7 tonnellate di cocaina, una partita dal valore economico particolarmente elevato. Secondo le stime diffuse dalle autorità, il carico avrebbe raggiunto un valore di circa 115 milioni di euro sul mercato all’ingrosso.
Le cifre crescono ulteriormente considerando la possibile distribuzione della sostanza sul mercato al dettaglio. Dopo le operazioni di taglio e il successivo frazionamento delle dosi, la cocaina avrebbe potuto alimentare un giro d’affari illecito stimato in circa 750 milioni di euro. Il sequestro ha quindi impedito che una quantità ingente di droga raggiungesse i canali dello spaccio europeo.
I gommoni «go-fast» e le nuove rotte della droga
L’operazione riporta l’attenzione sull’utilizzo delle imbarcazioni go-fast, gommoni oceanici lunghi generalmente tra i 10 e i 16 metri e dotati di numerosi motori fuoribordo ad alta potenza. Questi mezzi possono superare i 70 nodi, una velocità che consente ai trafficanti di percorrere rapidamente lunghe distanze e tentare di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
Il loro impiego è legato anche alla tecnica del cosiddetto drop off. In questo sistema, le imbarcazioni veloci recuperano in mare aperto carichi illeciti precedentemente lasciati galleggiare da altre navi, spesso provenienti dal Sud America. I gommoni diventano così una sorta di «taxi del mare», incaricati di raccogliere la droga e trasportarla verso le coste europee, riducendo il rischio che le navi più grandi vengano direttamente coinvolte nella fase finale della consegna.
Il coordinamento internazionale delle indagini
L’attività investigativa è stata condotta sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, con il supporto di Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria. Le indagini si sono sviluppate attraverso un Joint Investigation Team, una squadra investigativa comune istituita insieme alle autorità portoghesi per facilitare lo scambio di informazioni e il coordinamento delle operazioni.
La collaborazione internazionale è un elemento decisivo per contrastare organizzazioni che utilizzano rotte transnazionali, mezzi sempre più veloci e modalità di trasporto pensate per eludere i controlli. Il sequestro di oltre tre tonnellate di cocaina, dopo quello di luglio, rappresenta un risultato significativo in questa attività. Restano ora gli approfondimenti investigativi sui soggetti fermati, sulla provenienza del carico e sulla rete criminale che ne avrebbe organizzato il trasferimento verso il mercato europeo.


