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Neonato abbandonato, spunta un uomo misterioso: “Mi ha chiesto una cosa, poi è sparito”

Pubblicato: 14/10/2026 17:52

Un uomo sconosciuto che si avvicina al luogo del ritrovamento, chiede se il neonato sia ancora vivo e poi si allontana senza aggiungere altro. È il nuovo particolare emerso nel caso del bambino abbandonato lunedì 12 ottobre in un sacchetto della spesa a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano. A raccontare l’episodio è stata una donna intervenuta durante la trasmissione Dentro la notizia, che ha riferito di essere stata fermata da uno sconosciuto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. «Mi ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto. Gli ho risposto che era vivo e lui se n’è andato», ha spiegato. La testimone ha descritto l’uomo come una persona che parlava poco italiano e che, secondo la sua impressione, poteva essere di origine peruviana. Non è noto chi fosse né se avesse qualche legame con il piccolo. Intanto, la polizia continua a cercare la madre del neonato, mentre dall’ospedale Niguarda arrivano notizie rassicuranti sulle sue condizioni.

L’uomo misterioso vicino al luogo del ritrovamento: «Voleva sapere se il bambino era morto»

Il racconto della testimone aggiunge un nuovo elemento alla vicenda che ha scosso Cinisello Balsamo.

La donna ha spiegato di essere arrivata nella zona in cui era stato trovato il neonato quando i soccorritori erano già intervenuti.

«Quando mi sono avvicinata ho visto l’ambulanza, gli stracci e un sacchetto con dentro la placenta. Il bambino era già sull’ambulanza e l’infermiera ha detto: “Lo portiamo d’urgenza al Niguarda”», ha raccontato durante la trasmissione televisiva.

Poco dopo, mentre si stava allontanando, sarebbe stata avvicinata da un uomo mai visto prima.

Lo sconosciuto le avrebbe rivolto una domanda precisa: «Ma il bambino è vivo o morto?».

«Gli ho risposto: “Vivo”. E lui se n’è andato», ha riferito la donna.

Un incontro durato pochi istanti, sul quale rimangono numerosi interrogativi.

La testimone ha aggiunto che l’uomo parlava con difficoltà l’italiano e che, a suo giudizio, sembrava peruviano. Si tratta però di una semplice impressione personale, che non permette di stabilirne la nazionalità o l’origine.

Soprattutto, non ci sono elementi che dimostrino un collegamento tra lo sconosciuto e l’abbandono del neonato.

Il ritrovamento a Cinisello Balsamo: i vagiti provenivano da un sacchetto della spesa

Il bambino è stato trovato nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre, intorno alle 16.15, in via Monte Ortigara, all’angolo con via Pasubio, a Cinisello Balsamo.

A dare l’allarme è stata una donna che stava portando a passeggio il cane.

Mentre percorreva la strada, avrebbe sentito dei deboli vagiti provenire da un sacchetto della spesa abbandonato a terra.

Avvicinandosi, si è resa conto che all’interno si trovava un neonato, avvolto in un piccolo telo.

Il piccolo, del peso di circa quattro chilogrammi, sarebbe venuto alla luce non più di due ore prima del ritrovamento.

Le sue condizioni hanno immediatamente destato preoccupazione.

Il cordone ombelicale risultava strappato e all’interno del sacchetto si trovava anche la placenta, circostanze che hanno fatto ipotizzare un parto avvenuto pochissimo tempo prima.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al bambino e ne hanno disposto il trasferimento urgente all’ospedale Niguarda di Milano.

Neonato ricoverato al Niguarda: come sta il bambino

Il piccolo è stato trasportato in ospedale in codice rosso, a causa delle condizioni in cui era stato trovato.

Al momento dell’arrivo al Niguarda, i medici hanno riscontrato una lieve ipotermia e la necessità di un supporto respiratorio.

Il bambino è stato quindi affidato alle cure del personale della Terapia intensiva neonatale.

Fortunatamente, dopo le prime ore di preoccupazione, il quadro clinico è migliorato.

A fornire aggiornamenti è stato l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, che martedì 13 ottobre ha fatto visita al piccolo.

«Dopo una fase iniziale di incertezza, possiamo dire che complessivamente sta bene e respira autonomamente», ha spiegato.

Bertolaso ha inoltre sottolineato l’attenzione riservata al neonato dal personale sanitario.

«È assistito con grande amore dal personale dell’ospedale. Ora aspettiamo che inizi a succhiare il latte, speriamo che accada nelle prossime ore».

Le condizioni del bambino vengono quindi descritte come stabili e in miglioramento, anche se resta sotto osservazione medica.

«Vorremmo chiamarlo Leone»: la proposta di Bertolaso

Durante la visita al Niguarda, Guido Bertolaso ha raccontato anche la proposta avanzata insieme ai medici e agli infermieri di chiamare il neonato Leone.

Il nome sarebbe stato scelto come riferimento a Papa Leone XIV e come simbolo di forza e speranza.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, la proposta vuole rappresentare un augurio per il futuro del bambino, che ha già dovuto affrontare una situazione estremamente difficile nelle sue primissime ore di vita.

«Ha già affrontato una situazione estremamente difficile e ha dimostrato di reagire», ha dichiarato Bertolaso, augurandogli di trovare la forza necessaria per superare le difficoltà e crescere circondato da affetto e cure.

Al momento si tratta di una proposta, non di una conferma ufficiale del nome che verrà assegnato al piccolo.

Si cerca la madre del neonato: telecamere e controlli negli ospedali

Parallelamente alle cure mediche, proseguono le indagini per identificare la persona che ha lasciato il neonato nel sacchetto della spesa.

La polizia sta cercando innanzitutto di risalire all’identità della madre e di ricostruire le circostanze del parto e dell’abbandono.

Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di via Monte Ortigara.

I filmati esaminati finora, tuttavia, non avrebbero ripreso direttamente il momento in cui il bambino è stato lasciato sul posto.

Le ricerche si stanno estendendo anche ai comuni vicini a Cinisello Balsamo.

Un altro fronte riguarda gli ospedali della Lombardia: sono in corso verifiche sugli accessi ai pronto soccorso per individuare eventuali donne che abbiano richiesto assistenza per problemi di salute compatibili con un parto recente.

Gli accertamenti potrebbero contribuire a identificare la madre e a chiarire se abbia avuto bisogno di cure dopo la nascita del bambino.

Chi è l’uomo che ha chiesto notizie del neonato?

Il racconto della testimone potrebbe rappresentare un ulteriore spunto da approfondire, ma al momento rimane una testimonianza priva di riscontri pubblicamente noti.

Non è chiaro se l’uomo abbia assistito al ritrovamento, se fosse semplicemente incuriosito dalla presenza dell’ambulanza o se conoscesse qualcosa della vicenda.

La domanda rivolta alla donna non dimostra, da sola, alcun coinvolgimento nell’abbandono.

Saranno eventualmente gli investigatori a valutare se l’episodio possa avere rilevanza e se sia possibile identificare lo sconosciuto.

Intanto, la priorità rimane duplice: garantire al bambino tutte le cure necessarie e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento.

Il piccolo, trovato da solo in un sacchetto poche ore dopo la nascita, è ora al sicuro all’ospedale Niguarda. La sua salute sta migliorando, mentre resta ancora senza risposta la domanda centrale dell’inchiesta: chi lo ha abbandonato e perché?

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