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“Cosa mi aveva fatto!”. Uccide e brucia un ragazzo: orrore puro in Italia

Pubblicato: 15/10/2026 13:29

Un uomo si presenta in questura e dichiara di essere il responsabile di un omicidio. Una confessione che, invece di chiudere il caso, apre nuovi interrogativi sulla dinamica del delitto e sulle ragioni che potrebbero aver portato a una morte così violenta. Gli investigatori devono ricostruire quanto accaduto, verificare le dichiarazioni rese dal presunto responsabile e capire se dietro l’uccisione ci sia un movente diverso da quello inizialmente indicato.

È questo lo scenario al centro delle indagini sull’omicidio di un ragazzo cinese di 17 anni a Prato, trovato morto in una mansarda utilizzata come affittacamere abusivo nella zona del Macrolotto. Per il delitto si è presentato alle autorità un uomo di 53 anni, anch’egli di origini cinesi, che ha dichiarato di aver sparato al giovane. La spiegazione fornita non avrebbe però convinto gli investigatori, impegnati a verificare ogni elemento utile a chiarire le circostanze della vicenda.

Il caso presenta diversi aspetti ancora da approfondire: dalle modalità con cui il corpo sarebbe stato occultato fino al possibile collegamento con un incendio che, nelle stesse ore, ha distrutto un supermercato nella città toscana. Gli inquirenti stanno lavorando per stabilire se si tratti di episodi distinti oppure di fatti riconducibili a un contesto comune.
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Il ritrovamento del corpo nella mansarda di via Marini

Il cadavere del 17enne è stato scoperto martedì 13 ottobre all’interno di una mansarda in via Marini, nel quartiere Macrolotto di Prato. Per arrivare a un’identificazione certa della vittima sono stati necessari accertamenti specifici, mentre gli investigatori hanno iniziato a ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo e le circostanze della sua morte.

Secondo la prima ricostruzione investigativa, il giovane sarebbe stato raggiunto da due colpi di pistola alla testa. Successivamente, il corpo sarebbe stato dato alle fiamme nel tentativo di cancellare le tracce del delitto e ostacolare l’identificazione.

Saranno gli esami medico-legali a fornire elementi più precisi sulla dinamica dell’omicidio. La procura affiderà l’incarico al medico legale e l’autopsia, prevista per venerdì 16 ottobre, dovrà contribuire a chiarire le cause del decesso e le modalità con cui sono state inferte le ferite mortali.

Gli accertamenti scientifici avranno un ruolo importante anche nella verifica delle dichiarazioni rese dall’uomo che si è presentato alle forze dell’ordine. Il quadro investigativo dovrà infatti essere ricostruito attraverso riscontri oggettivi, oltre che sulla base delle parole del presunto responsabile.

La confessione del 53enne e il movente che non convince

La svolta nelle indagini è arrivata martedì sera, quando il 53enne si è presentato in questura, assumendosi la responsabilità dell’uccisione del ragazzo. L’uomo avrebbe raccontato di aver sparato perché il giovane lo stava riprendendo con il telefono mentre faceva uso di droga.

Una spiegazione che, secondo quanto emerso, non avrebbe convinto gli investigatori della squadra mobile. Gli accertamenti sono quindi proseguiti per verificare se il movente dichiarato possa corrispondere a quanto realmente accaduto oppure se vi siano altre ragioni all’origine dell’omicidio.

Prima di recarsi in questura, il cinquantatreenne avrebbe inoltre incendiato alcuni bagagli all’interno dell’edificio di via Marini. L’episodio ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, chiamati a spegnere le fiamme.

Anche questo elemento è entrato nella ricostruzione degli investigatori, che devono chiarire la sequenza degli eventi e stabilire se l’incendio dei bagagli possa avere avuto un ruolo nel tentativo di eliminare eventuali tracce.

La confessione rappresenta dunque un passaggio importante dell’inchiesta, ma non esaurisce gli interrogativi sul delitto. Gli inquirenti stanno cercando riscontri alle dichiarazioni dell’uomo e approfondendo il contesto nel quale sarebbe maturata l’uccisione del minorenne.

Il possibile collegamento con l’incendio del supermercato cinese

Tra le piste al vaglio della procura c’è anche un possibile collegamento con il rogo del supermercato cinese Mondo Market, in via Marx, nella zona del Soccorso. L’incendio, divampato tra lunedì e martedì, ha distrutto l’attività commerciale e potrebbe avere un’origine dolosa.

Al momento, tuttavia, non è stato accertato un legame tra il rogo e l’omicidio del diciassettenne. Gli investigatori stanno verificando se esistano elementi comuni tra i due episodi, concentrandosi sulle circostanze in cui si sono verificati e sul contesto nel quale potrebbero essere maturati.

La vicinanza temporale dei fatti rappresenta un elemento da approfondire, ma non è sufficiente, da sola, a dimostrare che i due episodi siano collegati. Saranno gli eventuali riscontri investigativi a stabilire se vi siano rapporti tra l’incendio e il delitto.

La squadra mobile continua quindi a lavorare su più fronti: da una parte la ricostruzione dell’omicidio, dall’altra gli accertamenti sul rogo e sulle possibili relazioni tra le persone coinvolte nei due episodi.

Autopsia e indagini per chiarire il delitto di Prato

L’esame autoptico rappresenta uno dei prossimi passaggi decisivi per l’inchiesta. Gli specialisti dovranno verificare le lesioni riportate dal ragazzo, chiarire le cause della morte e fornire indicazioni utili a ricostruire le modalità dell’aggressione.

Parallelamente, gli investigatori dovranno verificare la versione fornita dal cinquantatreenne, approfondire il movente e stabilire se vi siano altri elementi in grado di spiegare le circostanze dell’uccisione.

L’omicidio del 17enne nel Macrolotto di Prato resta quindi una vicenda con diversi punti ancora da chiarire. La presenza di un uomo che si è assunto la responsabilità del delitto non ha chiuso l’inchiesta: restano da accertare la dinamica precisa, le ragioni dell’aggressione e l’eventuale esistenza di collegamenti con altri episodi avvenuti in città.

Le risposte dovranno arrivare dagli esami medico-legali e dal lavoro degli investigatori, chiamati a ricostruire con precisione quanto accaduto nella mansarda di via Marini e a verificare ogni possibile elemento utile a definire il quadro del caso.

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