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Fucilazione in diretta, è arrivata la decisione di Trump

Pubblicato: 15/10/2026 18:20

La fucilazione di Nidal Hasan non sarà trasmessa in diretta streaming. Lo ha annunciato Donald Trump in persona con un post sul suo social Truth, facendo marcia indietro rispetto all’ipotesi che era stata lanciata solo una settimana fa dal Pentagono e che aveva scatenato una bufera politica ed etica negli Stati Uniti.

L’annuncio di Trump su Truth

“Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming”, ha scritto il capo della Casa Bianca. Trump ha confermato che l’esecuzione resta fissata per il 3 dicembre presso la base militare di Fort Hood, proprio dove Hasan compì il massacro nel 2009, ma senza telecamere. I familiari più stretti delle vittime potranno comunque assistere di persona all’evento se lo desiderano. “Meritano di vedere la giustizia in azione”, ha aggiunto Trump.

Il tycoon ha definito Hasan, ex maggiore dell’esercito statunitense, un “traditore” e un “uomo profondamente malvagio”, ricordando che ha ucciso 13 persone, tra cui una soldatessa incinta, mentre altre 32 rimasero ferite in modo grave nella strage di Fort Hood.

Il dietrofront sul deterrente globale

La decisione segna un brusco ribaltamento. Inizialmente, infatti, la Casa Bianca aveva ipotizzato di rendere pubblica l’esecuzione, trasformandola in un segnale globale. “Pensavo che trasmettere la condanna potesse essere un forte deterrente per mostrare al mondo come gli Stati Uniti trattano i terroristi e le fecce come Hasan”, ha spiegato Trump su Truth. “Tuttavia, molte persone perbene e con buone intenzioni preferiscono non vederlo morire, né in streaming né attraverso altri media”.

Dietro il cambio di rotta ci sarebbero anche accese discussioni interne alla Casa Bianca. Secondo quanto ricostruito dalla CNN, Trump non era stato informato preventivamente dell’annuncio pubblico fatto dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth ed è rimasto spiazzato dal caos mediatico generato. Inoltre, fonti vicine al presidente rivelano che il tycoon non fosse inizialmente a conoscenza di un dettaglio fondamentale: Hasan è paralizzato dalla vita in giù proprio a causa delle ferite riportate durante lo scontro a fuoco del 2009.

L’80% degli americani contro la diretta

La prospettiva di una condanna a morte in diretta streaming aveva immediatamente sollevato una bufera bipartisan. Funzionari del Pentagono ed esponenti dell’Esercito avevano espresso forte perplessità per una scelta ritenuta priva di precedenti e spettacolarizzante. L’Onu aveva parlato di “tortura” e almeno 60 militari Usa avevano chiesto di non partecipare alla fucilazione in diretta, definendola “esecuzione barbarica”.

A decretare lo stop definitivo è stato però il verdetto dell’opinione pubblica. Un sondaggio condotto da ABC News / Washington Post / Ipsos ha evidenziato che ben l’80% degli statunitensi, tra cui il 64% degli stessi elettori repubblicani, si opponeva fermamente all’idea di trasmettere l’esecuzione in diretta. Un dato che ha pesato più di ogni altra considerazione nella decisione finale di Trump di annullare lo streaming.

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