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“Non sapeva nulla”. Sinner, viene fuori solo adesso

Pubblicato: 15/10/2026 17:51

Un retroscena che nessuno si aspettava e che rischia di cambiare gli equilibri nel team del numero uno azzurro. A raccontarlo è stato Brad Gilbert, grande amico di Darren Cahill, che ha svelato cosa è successo davvero nei giorni della rinuncia di Jannik Sinner a Cincinnati e del suo stop anticipato per l’infortunio al ginocchio.

Il racconto di Brad Gilbert sul caso Cahill

Alla base della straordinaria ascesa di Jannik Sinner verso la vetta del tennis mondiale c’è senza dubbio la solida guida tecnica di Simone Vagnozzi affiancata dall’esperienza di Darren Cahill. Il super coach australiano, già artefice dei successi di numeri uno del calibro di Andre Agassi e Lleyton Hewitt, è stato la chiave di volta per far compiere all’azzurro il definitivo salto di qualità. Ma dopo la decisione drastica di chiudere anzitempo la stagione a seguito dell’infortunio al ginocchio destro subito nella finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev, la presenza di Cahill anche nel 2027 appare quanto mai incerta.

A scuotere le fondamenta del rapporto sono le recenti rivelazioni di Brad Gilbert. L’ex numero 4 del mondo e storico allenatore di Roddick e Agassi, legato da una profonda amicizia con Cahill, ha svelato alcuni dettagli scottanti durante il podcast BigT in compagnia di Andrea Petkovic. “Ho parlato molto con Darren ultimamente – ha raccontato Gilbert – Mi ha raccontato che tutto è iniziato mentre era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere un volo verso Cincinnati, dove avrebbe dovuto incontrarsi con Jannik. All’ultimo minuto però ha ricevuto una telefonata che lo informava della mancata partecipazione di Sinner al torneo. Da quel momento è rimasto in attesa di notizie. È una situazione estremamente frustrante”.

Il contratto in scadenza e il futuro in bilico

La comunicazione in netto ritardo di una scelta così cruciale avrebbe creato un clima di grande incertezza. Il contratto di Cahill, prolungato per un anno dopo la vittoria a Wimbledon nel 2025, scade alla fine della stagione corrente e, alla luce di queste rivelazioni, non c’è alcuna certezza che l’australiano sarà ancora nel box dell’azzurro al rientro nel 2027 o per il primo Slam dell’anno in Australia.

Una crepa in un rapporto che fino a pochi mesi fa sembrava granitico e che ha portato Sinner a dominare il circuito. Ora l’ipotesi di un addio, o quantomeno di una pausa di riflessione, non è più così remota.

L’infortunio al ginocchio e l’ipotesi operazione

Oltre alle dinamiche interne allo staff, l’attenzione si sposta sulle reali condizioni del ginocchio di Sinner. L’altoatesino ha scelto di affidarsi a esperti di primo piano, tra cui l’ortopedico Herbert Schoenhuber, storico punto di riferimento degli sciatori azzurri, consultando specialisti anche in Francia. Una gestione articolata che non lascia però del tutto sereno Gilbert, che ha espresso forti dubbi sulla strategia conservativa.

“Segue i consigli dei medici, si prende qualche giorno di riposo, poi torna e si allena. Qualche giorno sta bene, altri sente questo dolore al ginocchio. Spero che non ci siano troppi cuochi nella cucina di Sinner, ma sta diventando come se avesse tre dottori diversi”, ha detto Gilbert. E poi l’affondo più preoccupante. “Riuscite a immaginare cosa succederebbe se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi all’Australian Open, e il dolore persistesse? In quello scenario, l’intervento chirurgico, seppur in artroscopia e meno invasivo rispetto al passato, diventerebbe un’opzione” e prolungherebbe ulteriormente i tempi di recupero.

“Di solito è l’ultima opzione – ha aggiunto Gilbert – ma ora non è più come 30 anni fa. Comunque è una cosa molto insolita, non ricordo un anno in cui i due migliori giocatori abbiano perso così tanto tempo per gli infortuni. Ti fa pensare a quanti Major consecutivi ha giocato Federer, cosa faceva per stare così in salute?”. Per Sinner l’obiettivo resta quello di rientrare nel 2027 al massimo delle condizioni fisiche, ma le risposte sul suo pieno recupero e sulla permanenza di Cahill arriveranno solo nei prossimi mesi.

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