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Mirandola, coniugi decapitati: i macabri particolari dell’ omicidio. Il figlio di Vincenza fermato era affetto da psicosi

Pubblicato: 16/10/2026 08:18

Un quadro di immane ferocia scuote le campagne modenesi di Mirandola, dove la tragica scoperta effettuata in un casolare isolato di via Imperiale ha portato a una rapidissima svolta giudiziaria. Nella giornata di giovedì 15 ottobre, intorno alle ore 19.30, i corpi privi di vita di Vincenza Giannini, 74 anni, e del consorte Pier Ferdinando Casari, 82 anni, nato a San Felice sul Panaro, sono stati rinvenuti con mutilazioni raccapriccianti. A lanciare l’allarme al 112 era stata una vicina di casa allarmata dal fatto di non vedere la coppia da diversi giorni. Nelle scorse ore la Procura della Repubblica ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico del figlio della donna, Daniele Tavoni, 54 anni, rintracciato dalle forze dell’ordine con gli abiti ancora visibilmente intrisi di sangue, una serie di coltelli all’interno dell’immobile e lo sguardo perso nel vuoto.

L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che le due vittime possano essere state dapprima colpite a morte con ripetute coltellate e solo successivamente decapitate. A rendere ancor più macabro lo scenario scoperchiato dalla Polizia di Stato è stato il ritrovamento delle teste delle due anziane vittime, riposte e conservate all’interno di due bacinelle posizionate accanto ai cadaveri. Il procuratore Luca Masini ha sottolineato la rilevanza degli elementi raccolti: «A carico del figlio Daniele gravi indizi di colpevolezza».

Gli approfondimenti tecnici condotti dalla Polizia Scientifica nell’immobile adiacente, in uso esclusivo al cinquantaquattrenne, hanno permesso di rinvenire gli utensili e gli strumenti impiegati per compiere la mattanza, tutti ricoperti da abbondanti e trasversali tracce ematiche.

La linea del silenzio e le criticità del quadro psichiatrico

Condotto presso il commissariato di zona e sottoposto a un prolungato interrogatorio per l’intera notte da parte del pubblico ministero Nicolini, Daniele Tavoni si è avvalso della facoltà di non rispondere, mantenendo la totale scena muta al cospetto del suo legale nominato d’ufficio. L’uomo si trova attualmente ristretto in carcere con la gravissima accusa di duplice omicidio volontario, mentre la fissazione dell’udienza di convalida del fermo è prevista per la giornata di sabato 17 ottobre.

Dagli accertamenti condotti sulla storia clinica dell’indagato è emerso che il cinquantaquattrenne era stato sottoposto in passato a visita specialistica presso una struttura sanitaria modenese, ricevendo una diagnosi formale per disturbo psicotico. L’uomo, tuttavia, aveva interrotto ogni contatto con i medici, decidendo di non presentarsi più ai controlli periodici e abbandonando le cure prescritte.

Le tensioni economiche e la costernazione dei conoscenti

L’atroce delitto ha sconvolto l’intera comunità locale, facendo affiorare lo sfondo di un contesto familiare estremamente fragile e teso. I residenti della zona hanno descritto una quotidianità contrassegnata da frequenti e accesi diverbi, nati perlopiù da liti per motivi economici legati alla mancanza di autonomia finanziaria del cinquantaquattrenne.

Lo sconforto per la tragica fine dei due anziani coniugi, uniti in matrimonio da un quarto di secolo, è stato espresso anche da una ex collega di lavoro della settantaquattrenne: «La Vincenza era buonissima e anche il marito. Si erano sposati 25 anni fa. Io e lei abbiamo lavorato insieme per 30 anni». Sarà ora l’esame autoptico disposto dalla magistratura a chiarire le cause esatte del decesso e a stabilire l’esatta sequenza cronologica delle coltellate e della successiva mutilazione.

Il dolore della comunità e i frequenti contrasti familiari

L’atroce delitto ha gettato nell’angoscia il vicinato di via Imperiale, che ha tratteggiato una convivenza complessa ed esposta a ricorrenti e accesi attriti. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, tra il cinquantaquattrenne e la coppia di coniugi esplodevano con frequenza liti per motivi economici, dovute alla mancanza di un’occupazione stabile di Tavoni e alla sua dipendenza finanziaria dalla madre.

Incredulità e commozione sono state espresse da chi conosceva da decenni la settantaquattrenne e il consorte, legati in matrimonio da un quarto di secolo. Una ex collega di lavoro della donna ha testimoniato con profondo dolore il ricordo della coppia: «La Vincenza era buonissima e anche il marito. Si erano sposati 25 anni fa. Io e lei abbiamo lavorato insieme per 30 anni». Le indagini proseguono per completare la ricostruzione della dinamica ed accertare con precisione la scansione temporale dell’immane tragedia.

Lo sconcerto ha travolto chi vive nella zona e conosceva di vista la coppia nella quotidianità della vita di campagna. Un residente, Luca, trasferitosi da poco nel quartiere, ha testimoniato il clima di incredulità che si respira lungo la via: «Li vedevamo spesso stendere il bucato, quando andavamo a fare la spesa, oppure quando andavamo a fare la spesa. Ma anche qui, proprio qui sulla strada. So che il figlio non stava molto bene, che aveva dei problemi. Me lo hanno detto. Lo vedevo col cane, ma non so molto altro perché ci siamo trasferiti qui da poco».

Le tensioni economiche e la posizione del cinquantacinquenne

Gli accertamenti della Squadra Mobile stanno facendo luce sulle dinamiche interne alla famiglia e sui rapporti logorati tra la settantaquattrenne e il cinquantacinquenne. Un conoscente della vittima, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha tracciato un ritratto cupo dell’uomo: «Daniele era in un vortice abbastanza nero ultimamente». La stessa fonte ha poi aggiunto dettagli importanti sul contesto di disagio e sui frequenti contrasti domestici: «Dei litigi ce n’erano. Perché il figlio non lavorava, o meglio lavorava solo quando gli andava e Vincenza di fatto lo manteneva. E su questo c’erano delle discussioni».

La gravità del delitto ha suscitato l’immediata reazione delle istituzioni cittadine. La sindaca di Mirandola, Letizia Budri, ha espresso il profondo cordoglio della città: «Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica. Poco fa ho parlato con il questore e resto in attesa di aggiornamenti. La nostra comunità è stata colpita da una tragedia che ci scuote profondamente e ci lascia sgomenti. In questo momento di grande dolore è fondamentale esprimere vicinanza e rispetto, evitando ogni ricostruzione prematura. È necessario che siano le autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto, nel rispetto delle persone coinvolte e del lavoro di chi sta conducendo le indagini».

Le indagini proseguono senza sosta per ricostruire con esattezza le ultime ore di vita di Vincenza Giannini e Pietro Ferdinando Casari, mentre la Polizia Scientifica completa i rilievi nell’abitazione sigillata per isolare ogni elemento utile a definire le responsabilità di Daniele Tavoni in questo orribile duplice omicidio.

Il racconto del vicino

A tracciare un primo ritratto del nucleo familiare è stato un vicino di casa, rientrato attorno alle 20.30 di giovedì 15 ottobre: “Io ero appena tornato a casa dal lavoro alle 20.30 e ho visto i vigili del fuoco, polizia e ambulanze davanti alla via di casa. Poi mi ha chiamato mio fratello e mia ha detto che avevano ammazzato decapitandoli una coppia di anziani. E’ stato scioccante. Io non li conoscevo perché io e la mia compagna ci siamo trasferiti qui da nemmeno 2 mesi. Vedevo loro o il figlio quando portava fuori il cane, era sempre sulla ciclabile. Com’era il figlio? Apparentemente sembrava una persona tranquilla, anche se alcuni vicini dicevano che lo vedevano fuori in strada parlare da solo o urlare. Dicono avesse dei problemi”. Le indagini proseguono a ritmo serrato nel massimo riserbo per fare piena luce sul terribile massacro.

La sindaca di Mirandola: “Una tragedia che scuote nel profondo la comunità”

La sindaca di Mirandola Letizia Budri, allertata, è in contatto con le forze dell’ordine, in attesa di sviluppi e di aggiornamenti. L’unico elemento noto, dalle prime indiscrezioni sul posto, è che i corpi degli anziani coniugi avevano ferite molto profonde al capo. Tanto da far dire che erano decapitati. Ogni pista viene esaminata ma con ogni probabilità si è trattato di un duplice omicidio. 

”Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica. Poco fa ho parlato con il Questore e resto in attesa di aggiornamenti”, ha detto all’Adnkronos Letizia Budri.

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Ultimo Aggiornamento: 16/10/2026 14:11

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