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“Terremoto magnitudo 9.9”. Panico nella popolazione, poi la scoperta shock

Pubblicato: 16/10/2026 13:52

Le 12.40. I cellulari iniziano a vibrare tutti insieme, un suono stridulo che chiunque abbia vissuto un terremoto conosce bene. È l’allerta massima. Sullo schermo compare un numero che gela il sangue: magnitudo 9,9. Più forte di qualsiasi sisma mai registrato nella storia. I treni ad alta velocità frenano di colpo e restano fermi sui binari, negli uffici la gente si infila sotto le scrivanie, nelle strade si guarda verso l’alto. Per otto minuti interminabili tutti hanno trattenuto il fiato pensando alla catastrofe. Poi, il silenzio imbarazzato di una smentita: non era mai accaduto.

Panico in Giappone per un terremoto record di magnitudo 9,9 che non è mai esistito. Venerdì 16 ottobre migliaia di cellulari hanno suonato contemporaneamente con un avviso di emergenza che segnalava scosse violentissime dall’isola settentrionale di Hokkaido fino a Tokyo. Otto minuti dopo l’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) ha ritirato tutto: era un errore clamoroso.

L’allarme e lo stop ai treni

Alle 12.40 ora locale il sistema automatico di allerta ha segnalato un violentissimo terremoto con epicentro nelle isole Curili, tra Hokkaido e la regione russa della Kamchatka. Le prime elaborazioni prevedevano scosse di intensità 7, il livello massimo della scala sismica giapponese, in alcune aree di Hokkaido, Tohoku e Kanto.

Gli avvisi sono arrivati sui telefoni e attraverso i sistemi pubblici di emergenza. Nel frattempo si sono attivate le procedure di sicurezza: i treni ad alta velocità Tokaido Shinkansen sono stati fermati tra Shin-Yokohama e Toyohashi in entrambe le direzioni.

Alle 12.48 è arrivata la revoca. La circolazione è ripresa poco dopo.

Dov’era davvero il terremoto

Il sisma c’era stato davvero, ma a 1.200 chilometri di distanza, nella penisola della Kamchatka, in Russia, con magnitudo 6,9 e una profondità di 140-160 chilometri. In Giappone sono state avvertite solo lievi oscillazioni: a Hakodate, nel nord, intensità pari appena a 1.

Ciò che rende anomalo l’episodio è la sequenza delle stime: i primi calcoli indicavano correttamente una magnitudo tra 6 e 7, vicina a quella effettiva. Poi il valore è schizzato fino a 9,9, mentre anche l’epicentro veniva spostato erroneamente nelle Curili.

Per capire la portata della sovrastima: il terremoto più potente mai registrato è quello del Cile nel 1960 di magnitudo 9,5. Quello dell’11 marzo 2011 che provocò lo tsunami e il disastro di Fukushima raggiunse magnitudo 9,0. Una scossa di magnitudo 9,9 avrebbe liberato un’energia circa 22 volte superiore a quella del 2011.

Le scuse della JMA

L’Agenzia meteorologica giapponese ha convocato una conferenza stampa per scusarsi e ha annunciato un’indagine. Esclusa l’ipotesi di un attacco informatico, le verifiche si concentrano sulle modalità di elaborazione dei dati sismici. Secondo i media locali è la prima volta che viene ritirata un’allerta sismica di emergenza di questo livello.

Il Giappone dispone di una delle reti di monitoraggio più avanzate al mondo. Il sistema di allerta precoce usa i sismografi per individuare le prime onde e guadagnare secondi preziosi per mettere in sicurezza persone e infrastrutture. La rapidità comporta però un limite: le prime valutazioni si basano su dati ancora incompleti e possono essere corrette. L’agenzia ha assicurato che il sistema è tornato a funzionare regolarmente.

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