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Schlein si candida a premier: «Pronta con o senza le primarie, mai più larghe intese»

Pubblicato: 18/10/2026 15:17

La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ufficializza la propria disponibilità a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni politiche. Dal palco dell’assemblea nazionale del PD, la leader dem ha dichiarato di essere pronta a correre per la presidenza del Consiglio, indipendentemente dalla scelta di ricorrere alle primarie. Nel suo intervento ha anche escluso la possibilità di tornare a formule di governo basate sulle larghe intese, rivendicando la volontà di costruire un’alternativa progressista al governo di Giorgia Meloni.

«Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie», ha affermato Schlein, mettendo sul tavolo le proprie ambizioni politiche. La segretaria ha poi rivolto un messaggio a chi, nel centrosinistra, preferirebbe una leadership più orientata al compromesso con le forze centriste. «A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista». Schlein ha insistito sull’autonomia del partito: «Siamo qui per fare quello che la nostra gente si aspetta da noi, se qualcuno non accetta che il PD sia libero e che risponde solo alla sua base se ne farà una ragione».

Schlein rivendica l’unità del centrosinistra

Nel corso dell’assemblea nazionale, la leader dem ha invitato i dirigenti e i militanti a non lasciarsi condizionare dagli attacchi politici. Secondo Schlein, le critiche dimostrerebbero che il progetto del PD rappresenta una minaccia per chi vuole mantenere lo status quo. «È giusto che abbia paura chi vuole che nulla cambi in questo paese, è giusto che abbia paura di noi chi detiene dei privilegi che non è disposto a mettere in discussione», ha dichiarato. La segretaria ha quindi rivendicato i risultati ottenuti dal partito e il lavoro svolto in questi anni per costruire un’alleanza progressista.

«Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni deve renderci orgogliosi», ha spiegato Schlein, sottolineando come il campo progressista sia già riuscito a governare insieme in diverse città e regioni. La segretaria ha ricordato che il percorso di avvicinamento tra le forze di opposizione è cominciato tre anni fa, quando l’ipotesi di una coalizione unitaria appariva ancora difficile da realizzare. «Questa unità, l’abbiamo cucita con pazienza giorno per giorno nei territori, è un percorso partito tre anni fa anche quando nessuno ci credeva», ha aggiunto, richiamando la necessità di consolidare il lavoro comune in vista delle prossime elezioni.

Difesa europea e lavoro, le priorità della segretaria

La relazione ha affrontato anche alcuni dei temi più delicati per l’elettorato del PD. Sul fronte della sicurezza europea, Schlein ha ribadito la contrarietà a una corsa al riarmo condotta separatamente dai singoli Paesi, proponendo invece una vera difesa comune europea. «La difesa comune non è la corsa al riarmo di 27 singoli Stati con 27 eserciti che rimangono scoordinati», ha sostenuto. Per la segretaria, una maggiore integrazione tra gli Stati membri consentirebbe di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione, evitando una dipendenza ancora più marcata dagli Stati Uniti per l’acquisto di armamenti.

Un altro passaggio centrale è stato dedicato al lavoro e alla necessità di contrastare precarietà, sfruttamento e occupazione irregolare. Schlein ha richiamato l’articolo 1 della Costituzione, sostenendo che la Repubblica debba fondarsi su un lavoro dignitoso e non su condizioni di povertà o illegalità. La segretaria ha citato il dato secondo cui, nel 2024, il 30% della nuova occupazione sarebbe stato costituito da lavoro irregolare. Un fenomeno che, secondo la leader dem, danneggia i diritti dei lavoratori e penalizza le imprese che rispettano le regole.

Le proteste in Italia e l’attacco al governo Meloni

Nel suo intervento Schlein ha affrontato anche le manifestazioni svoltesi il giorno precedente in diverse città italiane, alcune delle quali segnate da episodi di violenza. La segretaria ha preso le distanze dai responsabili degli scontri, ma ha contestato l’idea che tali episodi possano oscurare le ragioni delle proteste pacifiche. «Non c’entriamo niente con i delinquenti, li abbiamo sempre condannati, ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere», ha dichiarato.

La leader del PD ha quindi rivolto un attacco diretto al governo Meloni, accusandolo di non rispondere alle richieste di chi studia, lavora e produce. «Le piazze chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete», ha affermato, prima di definire l’esecutivo «il più longevo e inconcludente». La candidatura alla presidenza del Consiglio e il rifiuto delle larghe intese rappresentano così i punti centrali della strategia indicata da Schlein per il futuro del centrosinistra, mentre resta aperto il confronto sulle modalità con cui individuare la leadership della coalizione e sulle eventuali primarie.

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