
Le immagini restituiscono uno dei momenti di tensione che hanno preceduto l’aggressione a un dirigente della Polizia di Stato durante gli scontri nel centro di Milano. Un giovane con il telefono acceso e una macchina fotografica si confronta con un agente, rivendicando il diritto di riprendere quanto sta accadendo. Dall’altra parte, un poliziotto richiama l’attenzione sulle esigenze di sicurezza legate alla gestione dell’ordine pubblico. Il dialogo si accende rapidamente, tra proteste, avvertimenti e una distanza che diventa sempre più difficile da mantenere.
A rendere particolarmente significativo il filmato è l’identità del dirigente che interviene nella discussione: si tratta di Angelo De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato, che poco dopo verrà colpito alla testa da un sampietrino durante le violenze. La sequenza offre uno spaccato del clima che si respirava nelle strade del capoluogo lombardo, dove gli agenti erano impegnati a fronteggiare gruppi di manifestanti e a contenere una situazione particolarmente tesa.
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Il video degli scontri a Milano e il confronto con il poliziotto
Nel filmato, il giovane si rivolge all’agente mentre continua a riprendere la scena con il proprio dispositivo. La protesta nasce dal modo in cui il poliziotto cerca di allontanarlo, in un contesto nel quale le forze dell’ordine stanno gestendo una situazione di ordine pubblico.
«Non mi prendere per il collo, io filmo quello che voglio», grida il ragazzo, contestando il comportamento dell’agente e rivendicando la possibilità di documentare quanto sta accadendo.
La risposta arriva da Angelo De Simone, che interviene richiamando il giovane alla necessità di rispettare le indicazioni impartite durante le operazioni di sicurezza. «Senti, qui sei in una situazione di ordine pubblico e ti devi comportare in maniera non equivoca», gli dice il dirigente.
Il confronto prosegue senza che il ragazzo abbassi i toni. «Io ero tranquillo, non mi prendete per il collo a me!», ribatte, insistendo sul fatto di non aver avuto intenzioni aggressive e contestando il contatto fisico denunciato.
A quel punto De Simone gli impartisce un’ulteriore indicazione: «Devi stare a distanza». È uno scambio breve, ma significativo per comprendere il livello di tensione presente sul posto e le difficoltà che gli operatori devono affrontare quando, durante un intervento, si intrecciano esigenze di sicurezza, riprese video e contestazioni da parte delle persone presenti.

Angelo De Simone, il dirigente ferito durante le violenze
Il nome di Angelo De Simone è tornato al centro dell’attenzione proprio per quanto accaduto successivamente al confronto ripreso nel video. Il primo dirigente della Polizia di Stato, responsabile del commissariato Garibaldi-Venezia, è stato infatti raggiunto alla testa da un sampietrino lanciato durante gli scontri.
L’impatto gli ha provocato una ferita alla fronte che ha richiesto quattro punti di sutura. Nonostante l’aggressione e le conseguenze riportate, De Simone è rimasto impegnato nel servizio, continuando a presidiare piazza Duomo mentre le forze dell’ordine erano ancora alle prese con la gestione dei disordini.
Il dirigente ha successivamente raccontato di essere riuscito a schivare in parte il colpo, limitando così le conseguenze dell’impatto. La ferita, tuttavia, non gli ha impedito di ribadire la necessità di proseguire le operazioni per garantire la sicurezza della città.
La sua presenza sul posto durante le fasi più delicate degli scontri ha contribuito a rendere la vicenda particolarmente rilevante, anche perché il filmato documenta un momento precedente all’aggressione che lo avrebbe ferito.
Tensione in via Torino. Il poliziotto al giovane: "Che stai filmando?" https://t.co/HeJaHcP7ak
— Local Team (@localteamit) October 18, 2026
Ordine pubblico e riprese video, il nodo del confronto
Lo scambio tra il giovane e il dirigente mette in evidenza una questione ricorrente durante manifestazioni e disordini: il rapporto tra chi documenta gli eventi e gli operatori chiamati a garantire la sicurezza.
Le riprese effettuate da cittadini, giornalisti e altri presenti possono contribuire a documentare ciò che accade durante una manifestazione. Allo stesso tempo, nelle situazioni di ordine pubblico, le forze dell’ordine devono gestire gli spazi, prevenire possibili rischi e impartire indicazioni operative.
Nel caso mostrato dal video, il giovane contesta il modo in cui viene allontanato, mentre De Simone richiama la necessità di mantenere una distanza e di non assumere comportamenti che possano complicare l’intervento. La sequenza documenta le parole pronunciate dai due, ma, da sola, non consente di ricostruire ogni circostanza precedente al confronto né di stabilire tutti i dettagli relativi al contatto fisico denunciato dal ragazzo.
È quindi importante distinguere ciò che si vede e si ascolta nel filmato dalle valutazioni che richiederebbero ulteriori elementi. Il video permette di seguire il dialogo e di individuare i protagonisti, ma non rappresenta necessariamente l’intera dinamica dell’episodio.
Gli scontri nel centro di Milano e la tensione con le forze dell’ordine
Il confronto si inserisce nel quadro degli scontri avvenuti a Milano, durante i quali gli agenti sono stati impegnati a fronteggiare situazioni di forte tensione. Il ferimento di De Simone, colpito da una pietra mentre si trovava in servizio, è uno degli episodi che hanno segnato quelle ore.
La sequenza del video assume rilievo proprio perché mostra il dirigente mentre cerca di gestire una situazione delicata, prima di essere ferito. Le sue parole, rivolte al giovane che continua a riprendere, richiamano l’attenzione sulle difficoltà operative che possono emergere quando le attività di documentazione si svolgono in mezzo a interventi di ordine pubblico.
Resta centrale la necessità di ricostruire gli avvenimenti sulla base degli elementi disponibili, senza attribuire al filmato significati che le immagini non dimostrano. Il confronto registrato, le successive violenze e il ferimento del dirigente sono momenti distinti di una vicenda che ha riportato l’attenzione sulla sicurezza degli operatori e sulla gestione delle manifestazioni.
Il video aggiunge così un tassello alla ricostruzione degli scontri milanesi: un dialogo teso, nel quale un giovane rivendica la possibilità di filmare e un dirigente di polizia richiama le esigenze dell’ordine pubblico. Poco dopo, De Simone sarà colpito alla testa da un sampietrino, riportando una ferita che non lo fermerà dal continuare il proprio servizio.


