
Hanno aggredito passanti, ciclisti e persone in monopattino per le strade di Roma. Uno di loro, l’attore Davide Iacopini, è ancora ricoverato in terapia intensiva. Ma per i due ragazzi della banda della minicar, di 16 e 17 anni, tutto sarebbe cominciato come un gioco, ispirato dai video pubblicati sui social network. È questa la spiegazione emersa dagli interrogatori del 20 ottobre davanti alla Procura per i minorenni di Roma.
Non pensavano di fare del male perché avevano visto tanti video su TikTok in cui le persone compiono gesti simili senza conseguenze. È il senso delle dichiarazioni rese dai due adolescenti davanti ai magistrati. Una giustificazione che introduce un elemento nuovo nell’inchiesta sulle aggressioni avvenute tra il 4 e il 5 ottobre nei quartieri di Monteverde e Testaccio: l’imitazione di comportamenti violenti osservati sui social, senza una reale percezione delle conseguenze.
Gli interrogatori sono durati complessivamente circa tre ore e mezza. I due minorenni hanno risposto alle domande dei magistrati, ricostruendo le serate trascorse a bordo della minicar nera. Secondo la loro versione, non esisteva un piano organizzato e le vittime venivano scelte casualmente. Una successione di aggressioni che sarebbe proseguita fino a quando i ragazzi hanno appreso delle gravissime condizioni di una delle persone colpite.
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Tre aggressioni ammesse e l’ipotesi di una seconda minicar
C’è però un altro particolare emerso dalle dichiarazioni. I due ragazzi avrebbero ammesso tre delle quattro aggressioni formalmente denunciate, negando ogni responsabilità per un quarto episodio. Complessivamente sono sei i casi finiti all’attenzione degli investigatori.
Questa circostanza apre una nuova pista investigativa: quella dell’eventuale presenza di una seconda minicar coinvolta in altre aggressioni nella stessa zona della Capitale. Si tratta, al momento, soltanto di un’ipotesi, sulla quale saranno necessari ulteriori accertamenti.
La vicenda più grave resta quella di Davide Iacopini, l’attore conosciuto anche per la sua partecipazione alla serie televisiva Suburra. L’uomo stava tornando a casa in monopattino quando è stato raggiunto dalla minicar. Uno dei due adolescenti avrebbe allungato un braccio, facendogli perdere il controllo del mezzo. La caduta ha provocato gravissime lesioni e il ricovero all’ospedale San Camillo, dove l’attore si trova ancora in terapia intensiva, con prognosi riservata.
Inizialmente i due giovani avevano raccontato agli investigatori di essersi comportati in quel modo per divertirsi. Avevano parlato di scherzi, di una serata trascorsa insieme e di aggressioni che non avrebbero dovuto provocare conseguenze serie. Davanti ai magistrati della Procura minorile hanno ribadito il proprio pentimento, chiedendo scusa alle vittime e sostenendo di non aver immaginato di poter causare danni così gravi.
La spiegazione legata a TikTok rappresenta adesso uno degli aspetti più inquietanti della vicenda. Secondo quanto riferito dai ragazzi, la visione di video nei quali vengono compiuti gesti simili avrebbe contribuito a far apparire quelle aggressioni come comportamenti privi di conseguenze. Resta da accertare quali contenuti abbiano effettivamente visto e quanto abbiano influito sulle loro azioni.
Intanto le contestazioni della magistratura sono pesantissime: tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. La Procura per i minorenni, guidata da Giovanna Lebboroni, dovrà valutare anche l’eventuale richiesta di misure cautelari nei confronti dei due adolescenti.
La loro versione è quella di un gioco finito tragicamente. Ma per gli investigatori restano sei episodi di violenza da ricostruire, diverse persone aggredite e un uomo ancora ricoverato in condizioni gravissime.


