
Contare i voti come se nulla fosse cambiato. Sommare percentuali, fare tabelle, pronosticare il pareggio. E poi scoprire che il gioco è un altro. È questo l’errore che secondo uno dei più noti editorialisti italiani sta facendo tutta la politica in vista delle prossime urne.
L’errore sul sistema elettorale
In uno speciale per il Corriere della Sera, Paolo Mieli ha messo in guardia da una lettura sbagliata dei sondaggi attuali. Tutti ragionano con la logica del proporzionale, ha spiegato: si sommano i voti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e alleati, si fa lo stesso con il centrosinistra, si arriva intorno al 42% e si ipotizza un pareggio che porterebbe a chiamare Draghi o a un governo di larghe intese.
“Non accadrà niente di tutto questo”, ha detto lo storico ed editorialista. Perché quando cambia il sistema elettorale, cambia anche il comportamento degli elettori. È lo stesso errore che fu fatto nel 1994.
Perché le coalizioni voleranno verso il 50%
Il ragionamento di Mieli è chiaro: “Quando arriva un metodo maggioritario, man mano che si avvicineranno le elezioni, tenderanno ad andare vicini al 50%”.
Se la soglia rimane al 42%, ha sottolineato, “sarà una sorpresona”. Non verrà fuori la semplice somma dei voti che vediamo oggi nei sondaggi, ma una contesa secca: destra o sinistra? All’ultimo momento gli elettori si polarizzeranno su chi ha davvero chance di vincere.
“Tra 7 mesi vedrete due coalizioni di cui almeno una, quella che avrà capito prima di tutti questa cosa, arriverà a sfiorare il 50%, ben sopra il 42%”.
Chi rischia di restare a secco
E in questa radicalizzazione finale, secondo Mieli, a pagarne le conseguenze saranno le forze fuori dai due poli principali.
“Chi se la passerà male sarà Vannacci e sarà Azione, il partito di Calenda. Perché quando c’è una radicalizzazione, la gente al momento del voto tende a votare per le coalizioni che hanno opportunità di vittoria. E siccome Azione e Vannacci non hanno opportunità di vittoria, sono serbatoi destinati a essere svuotati dagli altri”.
Insomma, niente pareggio, niente calcoli al millimetro sul 42%. Per Mieli la partita vera sarà un duello che spingerà una delle due coalizioni molto più in alto di quanto dicono oggi i numeri.


