
Quando le forze primordiali della natura scatenano improvvisamente la loro spaventosa energia nel cuore degli oceani, la soglia di allerta internazionale schizza istantaneamente ai livelli massimi d’emergenza. Tra centrali operative in costante collegamento satellitare, sistemi d’allarme pronti a far scattare le evacuazioni costiere e il fiato sospeso delle popolazioni che popolano i litorali più esposti, la cronaca globale registra un nuovo e drammatico evento geologico. Una sequenza di violentissimi impulsi sottomarini che ha spinto gli esperti a monitorare con estrema apprensione il movimento delle onde oceaniche, nel timore che una spaventosa massa d’acqua possa travolgere interi centri abitati lungo le coste.
I sismografi di tutto il mondo hanno registrato una doppia e potente scossa di terremoto che ha squassato il fondale dell’Oceano Pacifico meridionale all’alba di sabato 24 ottobre. Il tremendo evento geologico si è verificato a breve distanza dalle coste di Vanuatu, lo stato-arcipelago situato nel cuore dell’Oceania. Stando alle primissime elaborazioni e ai dati diffusi dal Pacific Tsunami Warning Centre, il primo e più violento fenomeno sismico avrebbe raggiunto un’imponente magnitudo di 7.2, seguito a brevissimo giro di posta da una seconda e pesante replica assestatasi a quota 6.3.
Una misurazione parzialmente differente è stata invece fornita dai tecnici dell’USGS (l’Istituto Geologico degli Stati Uniti), i cui rilevamenti ufficiali avevano inizialmente stimato la forza della prima scossa a una magnitudo pari a 6.9.
L’allerta maremoto e le indicazioni per le popolazioni
La straordinaria violenza dell’impulso sottomarino ha spinto le autorità internazionali a diramare un immediato allarme tsunami. Gli esperti del Pacific Tsunami Warning Centre hanno infatti dichiarato la concreta e spaventosa possibilità che si generino onde anomale lungo tutte le linee costiere situate entro un raggio di 300 km dall’epicentro del sisma.Nessun pericolo e nessuna minaccia immediata si registrano invece, al momento, per i cittadini dell’Australia, come confermato anche dalle note diffuse dall’Ufficio di Meteorologia locale.
Il centro d’allerta per i maremotici ha lanciato un chiaro ed esplicito messaggio d’emergenza destinato a chiunque si trovi nelle aree esposte: «Le persone che si trovano nelle zone costiere minacciate devono rimanere in allerta e seguire le informazioni e le istruzioni delle autorità nazionali e locali». I monitoraggi sull’innalzamento del livello del mare proseguiranno senza sosta nelle prossime ore.


