
La pace riguarda i governi e le istituzioni, ma richiede la responsabilità di ogni persona. È il richiamo di Sergio Mattarella nel messaggio inviato al presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, in occasione dell’incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante”, in programma dal 25 al 27 ottobre ad Assisi.
Il capo dello Stato sottolinea il contributo delle religioni alla riconciliazione e invita a contrastare l’indifferenza davanti a guerre, ingiustizie e sopraffazioni. «L’inerzia è ingiustificabile», scrive, ricordando che i conflitti e la povertà sono prodotti delle scelte umane.
«Nessuno è dispensato dal compiere la propria parte»
Nel messaggio Mattarella distingue le responsabilità delle istituzioni dall’impegno che ciascuno può assumere nella società. Costruire la pace, superare i pregiudizi e ristabilire i diritti violati sono compiti che chiamano in causa anzitutto chi governa, senza esaurirsi nell’azione degli Stati.
«Gettare i semi della pace, sconfiggere i pregiudizi, ricostruire diritto, equità, libertà dove sono stati calpestati è opera che, certamente, riguarda i governi e le istituzioni, ma nessuno è dispensato dal compiere la propria parte», afferma il presidente. Un impegno al quale ogni donna e ogni uomo può contribuire attraverso la propria passione e il proprio senso di responsabilità.
Il dialogo tra le religioni e la dignità umana
Mattarella richiama le sofferenze provocate dalla guerra in Ucraina, dal conflitto a Gaza e in Palestina, e dalle altre crisi nelle quali le richieste di pace delle popolazioni faticano a essere ascoltate.
Il presidente indica nella dignità umana il criterio che deve orientare la politica, il comportamento degli Stati e il rispetto del diritto internazionale. In questo percorso attribuisce un ruolo importante alle comunità religiose: la fede può alimentare il coraggio del dialogo e dell’incontro, mentre il rispetto delle diversità e la solidarietà rafforzano fiducia, coesione e sicurezza.
Quarant’anni dopo l’incontro voluto da Giovanni Paolo II
L’appuntamento ricorda il quarantesimo anniversario della giornata di preghiera per la pace del 27 ottobre 1986, convocata ad Assisi da Giovanni Paolo II. Leader religiosi provenienti da tutto il mondo si ritrovarono allora per testimoniare la fraternità e respingere l’uso del nome di Dio per giustificare violenza e sopraffazione.
Mattarella definisce quell’incontro un «evento profetico» e ringrazia Sant’Egidio per averne mantenuto vivo lo spirito attraverso gli appuntamenti internazionali promossi negli anni.
L’edizione 2026 riunisce rappresentanti delle religioni, delle istituzioni, della cultura e della società civile. Il programma comprende forum e tavole rotonde e si concluderà con una cerimonia per la pace nella Piazza Inferiore di San Francesco.


