
María Corina Machado è tornata in Venezuela. La leader dell’opposizione, Premio Nobel per la Pace 2025, ha annunciato il rientro domenica 25 ottobre con un breve messaggio pubblicato su X: «Sono qui. Con voi». Una comunicazione attesa da mesi dai suoi sostenitori, arrivata dopo diversi tentativi di ritorno falliti e a tre giorni dalle manifestazioni organizzate per chiedere elezioni presidenziali nel 2027.
La conferma è arrivata anche dal suo alleato Edmundo González Urrutia, già candidato dell’opposizione alle presidenziali del 2024. Le immagini diffuse dallo staff della dirigente la mostrano al santuario della Divina Pastora, a Barquisimeto, circondata da sostenitori che la salutano e la abbracciano.
Estoy aquí. Con ustedes
— María Corina Machado (@MariaCorinaYA) October 25, 2026
L’annuncio e la reazione di González Urrutia
González Urrutia ha accolto il ritorno con un messaggio sui social, definendolo un giorno importante per i venezuelani e annunciando l’intenzione di raggiungere presto Machado nel Paese. Il suo rientro, tuttavia, non è stato accompagnato dall’indicazione di una data.
Machado aveva lasciato il Venezuela nel dicembre 2025, per raggiungere Oslo in occasione del conferimento del Nobel per la Pace, dopo un lungo periodo trascorso in clandestinità. La partenza aveva preceduto l’intervento statunitense del 3 gennaio 2026 e la cattura di Nicolás Maduro.
Secondo quanto ricostruito da El País, prima di riuscire a rientrare la dirigente aveva compiuto almeno sette tentativi, attraverso rotte e Paesi differenti. Non sono stati resi noti tutti i dettagli del viaggio che le ha consentito di tornare.
Le piazze del 22 ottobre e la richiesta di elezioni
Il ritorno arriva dopo la mobilitazione nazionale promossa il 22 ottobre da Vente Venezuela, il movimento di Machado, con il sostegno della Piattaforma unitaria democratica, la coalizione dei principali partiti di opposizione.
I manifestanti avevano avanzato tre richieste: un calendario per le presidenziali del 2027, il ritorno in sicurezza della leader e la liberazione dei prigionieri politici. La data coincideva con il terzo anniversario delle primarie dell’opposizione del 2023, vinte da Machado con un ampio consenso.
L’interdizione amministrativa le aveva poi impedito di partecipare alle presidenziali del 2024. A rappresentare l’opposizione era stato González Urrutia: il fronte antichavista ne rivendica la vittoria, mentre le autorità elettorali avevano proclamato Maduro.
Una transizione ancora senza calendario
Il Venezuela nel quale Machado rientra è guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, subentrata dopo la cattura di Maduro. Sono in corso negoziati sostenuti dagli Stati Uniti con una parte dell’opposizione, dai quali Machado è rimasta esclusa.
Secondo Reuters, le trattative riguardano anche la riforma delle istituzioni giudiziarie e delle autorità elettorali, considerate passaggi necessari per garantire condizioni eque al voto. Una data per le presidenziali non è stata ancora fissata, mentre Machado chiede che si tengano entro luglio 2027.
Il suo ritorno riporta così nel Paese una delle protagoniste del confronto politico, mentre restano aperte le questioni delle garanzie democratiche, della partecipazione dell’opposizione e dei tempi delle prossime elezioni.


