Vai al contenuto

Scontro di fuoco nel centrodestra: Meloni rompe il silenzio e affonda il colpo contro Vannacci

Pubblicato: 30/10/2026 15:58

Quando l’autorevolezza della guida dell’esecutivo decide di rompere il silenzio per replicare agli attacchi e tracciare i confini inderogabili della propria maggioranza, l’arena politica si trasforma istantaneamente in uno scontro aperto sul mandato elettorale e sulla coerenza delle forze in campo. Tra il rifiuto categorico di cedere a condizionamenti di sorta, il rilancio di un progetto riformista arricchito da energie civiche e la durissima stigmatizzazione di chi ha abbandonato la squadra di governo per unirsi alle opposizioni, il vertice di Palazzo Chigi rivendica la propria identità. Un attacco frontale che ridisegna la mappa del centrodestra.

Dalle pagine dell’attesa opera di Bruno Vespa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde con estrema fermezza alle manovre parlamentari e rivendica con forza la propria linea di autonomia e correttezza istituzionale:«Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani».

La premier definisce la visione futura per la maggioranza: «Io voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica».

Lo strappo di Vannacci e l’accusa sul tradimento dell’elettorato

La leader di Fratelli d’Italia affonda poi il colpo contro le spaccature interne nate dopo la fuoriuscita dell’ex generale Roberto Vannacci: «L’onorevole Vannacci era vicesegretario della Lega e ha scelto lui di abbandonare la Lega e, quindi, il centrodestra. Così hanno fatto i parlamentari che lo hanno seguito, tutti eletti con il centrodestra, tradendo il mandato elettorale e scegliendo di collocarsi all’opposizione, votando ormai costantemente contro il governo in compagnia di Conte e Schlein, Renzi e Fratoianni».

La presidente del Consiglio individua un’anomala convergenza con le sinistre, respingendo l’identità conservatrice del nuovo soggetto politico: «Un ‘campo larghissimo’, dove molto spesso persino le argomentazioni sono simili. Futuro nazionale ha un obiettivo dichiarato, far perdere alle urne il primo presidente del Consiglio che la destra italiana abbia mai espresso. E, se perde questo governo, governa la sinistra. Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è».

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure