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Roberta Bruni attacca la Fidal: «Ti curano se sei ricco», l’azzurra si è pagata da sola l’operazione da 15mila euro

Pubblicato: 30/10/2026 23:26

È scontro tra Roberta Bruni e la Federazione italiana di atletica leggera (Fidal). L’astista azzurra ha pubblicato un lungo sfogo sui social, denunciando il trattamento ricevuto dopo un grave infortunio e le disparità nell’assistenza garantita agli atleti della Nazionale. «Ti curo se sei ricco», è l’accusa lanciata dalla primatista italiana, che racconta di aver dovuto affrontare autonomamente le spese per un intervento chirurgico da 15mila euro. Una vicenda che ha riacceso il dibattito sulle tutele economiche e sanitarie riservate agli sportivi che rappresentano l’Italia nelle competizioni internazionali.

La vicenda risale ai campionati italiani disputati a Firenze durante l’estate. In quell’occasione Bruni ha riportato un parziale distacco del tendine del bicipite femorale, un problema che ha richiesto un intervento chirurgico e che l’ha costretta a rinunciare agli Europei di Birmingham. Nel suo racconto, l’atleta spiega di aver scoperto di non rientrare tra i pochi sportivi che possono beneficiare del sostegno economico federale per le operazioni. A pagare i 15mila euro necessari è stato quindi suo padre. L’unico gruppo a esserle concretamente vicino durante il percorso è stato quello dei Carabinieri, società militare della quale fa parte.

Nel post pubblicato su Instagram, la 32enne contesta soprattutto i criteri utilizzati dalla federazione per stabilire chi abbia diritto all’assistenza. Bruni ricorda di aver conquistato 12 titoli italiani e di aver ricoperto per due volte il ruolo di capitana della Nazionale. Nonostante questo, sostiene di non aver ricevuto il sostegno che riteneva necessario in un momento così delicato della propria carriera. Nei giorni precedenti le era stata inoltre comunicata l’esclusione dall’Atletica Elite Club per il biennio olimpico che conduce a Los Angeles 2028. «Non rispettavo nessun criterio di accesso che mai avrei potuto soddisfare», ha scritto, criticando un sistema che, a suo giudizio, rischia di lasciare indietro diversi atleti.

La replica della Fidal: «Non abbiamo risorse illimitate»

Alle accuse ha risposto Antonio La Torre, direttore tecnico della Nazionale italiana, in un’intervista riportata dalla Gazzetta dello Sport. Il dirigente ha detto di comprendere lo sfogo dell’atleta, arrivato dopo la pubblicazione dell’elenco dell’Atletica Elite Club, ma ha anche chiarito la posizione della federazione sulle spese mediche. A Bruni sarà riconosciuto il contributo già concordato con i Carabinieri: un terzo dell’importo a carico della Fidal e un altro terzo sostenuto dal gruppo sportivo militare. La parte restante dovrà essere coperta attraverso altre risorse. La Torre ha aggiunto che, una volta chiusi i bilanci di fine anno, proverà a verificare la possibilità di aumentare il sostegno.

Il direttore tecnico ha ricordato di essere stato presente sia a Rieti, quando Bruni aveva sfiorato il record italiano, sia a Firenze, in occasione dell’infortunio. Ha però difeso i criteri di distribuzione delle risorse: «La Federazione non ha risorse illimitate per seguire tutti gli atleti». Sull’esclusione dall’Elite Club ha spiegato che l’inserimento viene deciso su base annuale. Dopo le Olimpiadi di Parigi, concluse da Bruni al 14° posto, l’atleta era stata comunque confermata nel gruppo, nonostante il regolamento prevedesse come requisito il raggiungimento del dodicesimo posto. La Torre ha respinto anche l’idea di una federazione che utilizza gli sportivi soltanto quando ottengono risultati, difendendo il merito come criterio per la crescita della Nazionale. «Le strade per Los Angeles sono aperte», ha assicurato.

Il dirigente ha infine suggerito agli atleti di valutare la sottoscrizione di una polizza assicurativa personale, considerando che il corpo rappresenta lo strumento di lavoro degli sportivi professionisti. La Torre si è anche augurato che Bruni possa recuperare dall’infortunio, ricordando che l’astista dovrà affrontare un altro intervento.

Il sostegno degli altri campioni e il chiarimento sull’Olimpiade

Lo sfogo di Bruni ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà da parte di altri protagonisti dello sport italiano. Tra questi c’è Federica Brignone, che ha commentato: «Mi sorprendo sempre a leggere queste cose… Viva lo sport». Anche Nadia Battocletti, reduce dai successi agli Europei di Birmingham, ha voluto manifestarle la propria vicinanza: «Forza Robi… ti abbraccio forte!». Sono intervenute inoltre l’ex velocista Manuela Levorato e la schermitrice Rossella Fiamingo, che ha scritto: «Brutto leggere questo… ma tu sei forte e riuscirai ancora a dimostrarlo».

Dopo le reazioni, Bruni è tornata sui social con un video per precisare alcuni passaggi della propria denuncia. In particolare, ha voluto chiarire che la sua presenza nella Nazionale italiana non è in discussione e che la partecipazione alle prossime Olimpiadi dipenderà soprattutto dal recupero fisico. L’obiettivo resta Los Angeles 2028, dove spera di poter tornare a competere dopo aver superato i problemi al tendine. L’atleta si è detta dispiaciuta per il fatto che dalle sue parole sia passato un messaggio «non del tutto corretto», ribadendo che la sua intenzione non era mettere in discussione la possibilità di vestire ancora la maglia azzurra.

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