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“La verità dopo 51 anni”. Omicidio Pasolini: svolta storica nelle indagini

Pubblicato: 02/11/2026 11:24

Una nuova svolta giudiziaria si apre sull’assassinio del noto intellettuale e regista italiano, avvenuto nelle prime ore della notte tra il primo e il due novembre del 1975 all’Idroscalo di Ostia. La Procura della Repubblica di Roma ha infatti disposto la riapertura del fascicolo di indagine per fare luce sugli aspetti ancora oscuri della vicenda. L’iniziativa scaturisce dall’esposto presentato recentemente da un legale da sempre impegnato nella ricerca della verità, che ha raccolto e fornito agli inquirenti nuovi spunti di approfondimento per superare le ricostruzioni ufficiali fornite in passato.

L’attività investigativa è stata formalmente assegnata per essere seguita da un magistrato dell’organo inquirente capitolino. “Il fascicolo è stato affidato al pm Silvia Santucci”, ha spiegato l’avvocato Stefano Maccioni, che ha presentato nelle scorse settimane l’esposto decisivo all’attenzione della magistratura inquirente. Il legale ha poi spiegato: “Non nascondo la mia emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla Procura della Repubblica di Roma di svolgere nuove indagini in merito all’omicidio di Pier Paolo Pasolini”.
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Le basi scientifiche e i nuovi elementi raccolti

La nuova fase istruttoria nasce dalla contestazione delle precedenti conclusioni processuali, messe in discussione nel tempo dagli esiti degli accertamenti tecnici e scientifici. Il legale, che in passato ha rappresentato Guido Mazzon, cugino della vittima, e che attualmente assiste l’Ordine dei giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti, ha sottolineato l’inadeguatezza della vecchia sentenza di condanna. “Come evidenziato oramai da quasi 18 anni la verità giudiziaria che attribuiva la responsabilità esclusiva a Giuseppe Pelosi è stata spazzata via nel corso di questi anni in particolare dai risultati delle prove scientifiche da noi richieste”, ha ribadito il penalista, ricordando di aver sollecitato una prima riapertura del caso già nel marzo del 2009.

Le più recenti attività di approfondimento difensivo hanno portato alla produzione di ulteriori atti depositati presso gli uffici della procura a cavallo tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026. “La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa. Confidiamo che la Procura della Repubblica di Roma riesca finalmente, attraverso il sostituto procuratore della Repubblica Silvia Santucci a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare!”, ha detto ancora Stefano Maccioni.

Il percorso civile, politico e mediatico negli anni

Dopo l’ordinanza di archiviazione disposta dai giudici nel 2015, l’impegno per far luce sull’omicidio si è sviluppato sia sul piano formale che su quello dell’opinione pubblica. Nel 2016 i parlamentari Serena Pellegrino e Paolo Bolognesi avevano promosso due progetti di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta, sostenuti da circa undicimila sottoscrizioni raccolte sulla piattaforma Change.org e dall’adesione di figure di spicco del mondo culturale come Dario Fo, Dacia Maraini e Massimo Ranieri. Successivamente, nel 2023, una richiesta analoga per istituire la commissione al Senato è stata avanzata dalla senatrice Ilaria Cucchi, senza tuttavia raggiungere l’approvazione finale.

Parallelamente alle aule giudiziarie e parlamentari, la vicenda ha continuato a stimolare il dibattito pubblico e l’interesse internazionale. L’avvocato ha difatti portato i dettagli delle sue ricerche in sede divulgativa all’interno di Pulp Podcast, ottenendo attenzioni e riconoscimenti della stampa estera da parte del Financial Times nell’agosto del 2024 e successivamente dal quotidiano Le Monde. Il percorso di sensibilizzazione ha compreso infine anche l’ambito artistico, con l’allestimento di una rappresentazione teatrale andata in scena il primo dicembre 2025 al teatro Brancaccio della Capitale.

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