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“Ho aiutato”. Sempio, spunta in un diario la frase bomba che lo inguaia

Pubblicato: 02/11/2026 12:03

Un’importante evoluzione conoscitiva segna la vicenda giudiziaria legata al delitto di Garlasco, ritornata al centro dell’attenzione pubblica a seguito di recenti emersioni analizzate nel corso delle trasmissioni televisive dedicate alla cronaca nera. Nel corso della prima puntata settimanale del programma “Mattino Cinque”, condotto da Federica Panicucci, sono stati presentati elementi inediti custoditi negli atti d’indagine. Al centro degli approfondimenti figura la figura di Andrea Sempio, trentottenne la cui posizione e le cui abitudini informatiche e personali continuano a essere oggetto di scrupolosa verifica da parte degli organi inquirenti.
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Il contenuto dell’hard disk e i diari sequestrati

Gli accertamenti tecnici condotti dagli investigatori sul materiale informatico appartenente alla persona indagata hanno fatto emergere una serie di dati memorizzati in un vecchio dispositivo di archiviazione. Dalle verifiche sull’hard disk sono affiorati file multimediali, immagini e cronologie di navigazione effettuate indicativamente tra il 2012 e il 2015. Le ricerche sul web comprendevano argomenti legati a violenze, al nome di Alberto Stasi e alla sua vicenda processuale, ad aspetti tecnici su un eventuale nuovo prelievo del DNA, oltre a spiegazioni su come rintracciare un dispositivo telefonico spento.

Accanto agli elementi digitali, le attenzioni si sono focalizzate sul materiale cartaceo sequestrato il 14 maggio 2025 presso la residenza dell’uomo a Voghera. Tra i diari personali è stato rinvenuto un foglio manoscritto redatto in stampatello. L’inviato Emanuele Canta, presente sul posto e autore del ritrovamento del documento tra le carte, ha mostrato l’appunto in cui compaiono riferimenti al tema dei suicidi, al legale Giada Bocellari, alla famiglia Poggi e al nome di Giovanni Ferri. Quest’ultimo, meccanico del paese e vicino di casa di Sempio, venne trovato privo di vita nel 2010; il caso, inizialmente archiviato come gesto volontario, è stato di recente riaperto dalla magistratura con l’ipotesi di omicidio volontario. La redazione del programma ha interpretato la grafia riportando frasi e collegamenti tra i nomi di diversi ragazzi, un “uomo misterioso”, la sigla “Lov” riconducibile all’avvocato Lovati e l’annotazione “Io aiutato”.

Le reazioni dei legali e le analisi degli esperti

La diffusione dell’appunto ha sollevato l’interesse delle parti coinvolte nelle diverse inchieste. L’avvocato Fabrizio Gallo, legale della vedova di Giovanni Ferri, ha annunciato la volontà di consegnare formalmente la copia dell’appunto al pubblico ministero titolare del fascicolo sul decesso del meccanico, sollecitando l’audizione di Andrea Sempio per chiarire la natura delle annotazioni e dei legami tracciati sul foglio. Contestualmente, la trasmissione si è occupata delle attività svolte dall’inviato a Garlasco, il quale ha cercato un contatto con il procuratore aggiunto Civardi — titolare dell’interrogatorio svolto al 38enne per illustrargli il quadro accusatorio —, il quale ha scelto di non rilasciare dichiarazioni in merito all’iter processuale e alle tempistiche per il rinvio a giudizio.

Sul fronte scientifico e comportamentale, la discussione si è estesa ai filmati registrati da Sempio e conservati nel medesimo supporto digitale. In uno dei video l’uomo espone teorie personali sul tema delle aggressioni; il professor Galassi ha espresso forti perplessità sul contenuto di tali file, escludendo qualsiasi fondamento scientifico nelle tesi esposte e sottolineandone la pericolosità concettuale. Dal canto suo, la difesa dell’uomo ha mostrato una dichiarazione in cui il 38enne ridimensiona la portata dei filmati, definendoli vecchi ed estranei a intenti specifici. Tuttavia, le forze dell’ordine e i periti della Procura, tra cui lo psichiatra consulente Catanesi, continuano a valutare i file, le chat e i diari come elementi di interesse per il completamento del quadro probatorio.

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Ultimo Aggiornamento: 02/11/2026 12:04

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