Vai al contenuto

“Sono un attaccante lavoratore!”. Chi era il centravanti morto dopo lo scontro col portiere

Pubblicato: 03/11/2026 11:48

Ci sono domeniche e sere di sport in cui il rettangolo verde si trasforma nel palcoscenico di una passione collettiva, fatta di urla di incitamento, corse a perdifiato e cori che rimbombano dagli spalti. Il calcio è un rituale fatto di gesti atletici, contrasti accesi e sogni d’inseguire un pallone fino all’ultimo secondo di recupero, quando la vittoria o il pareggio sembrano questione di un semplice soffio o di un’intuizione geniale.

Tuttavia, esistono momenti in cui il suono del fischietto e le grida della folla vengono spazzati via da un silenzio improvviso e gelido. Basta una frazione di secondo, un impatto sordo a centrocampo o un’uscita scomposta per trasformare una partita di campionato in un dramma umano che travalica ogni rivalità agonistica, lasciando compagni, avversari e tifosi con il fiato sospeso e lo sguardo fisso verso l’erba.

La lotta tra la vita e la morte dopo il crollo

Dopo lo scontro di gioco ad altissima velocità, la gravità della situazione è apparsa immediatamente evidente a tutti i presenti sul terreno di gara. Il soccorso tempestivo dei sanitari e le manovre d’emergenza hanno consentito di riattivare la circolazione al termine di un lunghissimo arresto cardiorespiratorio durato oltre quindici minuti. La corsa disperata in ospedale e il ricovero in terapia intensiva avevano riacceso una flebile speranza, con un quadro clinico inizialmente definito grave ma stabile.

La situazione è purtroppo precipitata durante la notte seguente. Un repentino e irreversibile peggioramento delle condizioni fisiche ha portato al tragico epilogo nella mattinata di martedì 3 novembre 2026, quando i medici si sono dovuti arrendere alle lesioni e alle complicazioni riportate nell’incidente.

Il lutto nel calcio spagnolo e il dramma del Tenerife

Il mondo dello sport piange la scomparsa di Jesús de Miguel Alameda, sfortunato attaccante del Tenerife deceduto ad appena ventiquattro ore dallo scontro con il portiere dell’Andorra, l’estremo difensore Owono. La notizia ha sconvolto l’intero ambiente della seconda divisione spagnola, lasciando nello sconforto compagni di squadra e tifosi.

La società calcistica ha espresso il proprio immenso dolore attraverso una nota ufficiale con cui ha annunciato la tragica notizia: “Strappati dal dolore, con un nodo in gola e incapaci di credere che questo sia vero, dal CD Tenerife comunichiamo la tragica scomparsa, questo martedì, 3 novembre 2026, alle 8:00, di Jesús de Miguel Alameda. Non ci sono parole di conforto; non c’è assolutamente nulla che possa attenuare questo sentimento colmo di tristezza. Siamo accanto alla sua famiglia devastata, accanto ai suoi cari, accanto a tutto il tinerfeñismo che oggi piange per questo crudele epilogo. La famiglia di Jesús de Miguel ringrazia per ogni singola dimostrazione di sostegno ricevuta e, allo stesso modo, chiede, di cuore, il massimo rispetto per la loro privacy in questi terribili momenti”.

La dinamica dell’incidente e le polemiche in campo

L’incidente si è verificato nei minuti finali di recupero della sfida tra Tenerife e Andorra, sul punteggio di due a due. Il giocatore stava inseguendo un pallone vagante a ridosso del cerchio di centrocampo per innescare un possibile contropiede, quando è stato travolto dall’uscita irruenta del portiere avversario.

Nell’impatto ad altissima velocità, il ginocchio destro di Owono ha colpito con violenza il petto del calciatore, provocandone il crollo immediato e la perdita di conoscenza. Il direttore di gara ha estratto il cartellino rosso ed espulso l’estremo difensore, mentre in tutto il paese infuriano le polemiche per un’uscita fuori dai pali giudicata da tutti estremamente pericolosa e rivelatasi purtroppo drammaticamente fatale.

Chi era

Il mondo del pallone piange la perdita di un atleta che ha fatto del sacrificio personale e del servizio verso i propri compagni la cifra identitaria di tutta la sua carriera. Si definiva con estrema umiltà: “Un delantero trabajador, de equipo”, parole con cui descriveva la sua filosofia di gioco. “So che se faccio questo, i gol arriveranno”, spiegava nell’estate del 2025 appena approdato al Tenerife. La traiettoria umana e sportiva del centravanti madrileno Jesús de Miguel Alameda si è interrotta tragicamente all’età di 30 anni, a seguito del terribile scontro di gioco occorso con il portiere Owono durante la sfida tra Tenerife e Andorra.

Nato a Madrid il 21 settembre 1996, l’attaccante non era emerso tramite percorsi facilitati. La sua affermazione era stata costruita con tenacia nelle categorie inferiori del calcio spagnolo, vestendo le maglie di Unión Adarve, Fuenlabrada, Navalcarnero e Unionistas de Salamanca, prima di trovare la consacrazione definitiva con il Castellón.

I successi sul campo e la consacrazione a Castellón

Giunto al Castellón nel gennaio 2023, il calciatore si era trasformato nel principale trascinatore verso la promozione in Segunda División. Nella straordinaria annata 2023/24 aveva messo a segno 16 reti, conquistando il titolo di capocannoniere del proprio girone in Primera Federación e ricevendo il prestigioso riconoscimento dell’AFE come miglior giocatore del Gruppo II. In due stagioni e mezzo aveva collezionato complessivamente 88 presenze e 25 gol.

Prestazioni di altissimo livello che avevano spinto la dirigenza del Tenerife ad acquistarlo a titolo definitivo nell’estate 2025, offrendogli un contratto triennale con scadenza nel giugno 2028. Per la punta si trattava di un ritorno denso di ricordi allo stadio Heliodoro Rodríguez López, l’impianto dove anni prima aveva festeggiato un’altra storica promozione ai tempi dell’Unión Adarve contro la formazione riserve locale.

Le ultime sfide e il drammatico epilogo a 30 anni

Anche nell’arcipelago canario l’impatto sul campo era stato immediato. Nella stagione conclusa con la promozione del club, l’attaccante aveva realizzato 11 reti, festeggiando il terzo salto di categoria della sua storia personale dopo i traguardi raggiunti con Fuenlabrada nel 2019 e Castellón nel 2024. Le sue statistiche ne avevano fatto uno dei profili più iconici della Primera Federación: nel novembre 2025 il quotidiano AS lo posizionava al secondo posto assoluto tra i marcatori di sempre del torneo nella sua configurazione attuale, grazie a 44 marcature in 118 apparizioni ufficiali.

L’ultima estate era stata tuttavia segnata da problemi fisici, in particolare da una pubalgia che lo aveva obbligato a svolgere un lavoro differenziato durante la preparazione estiva. Lunedì sera, nei concitati minuti finali del match contro l’Andorra, l’impatto contro l’estremo difensore Jesús Owono ha provocato l’arresto cardiaco e la corsa disperata verso la struttura ospedaliera. Nella mattinata di martedì 3 novembre, la società ha diramato la notizia del decesso dell’atleta, avvenuto ad appena sei settimane dal compimento del suo trentesimo compleanno.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure