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Papa Leone XIV riceve Bob Dylan in Vaticano: incontro privato con il Nobel della musica

Pubblicato: 04/11/2026 22:24

Il Vaticano ha ospitato uno degli incontri più insoliti e significativi della giornata. Papa Leone XIV ha ricevuto Bob Dylan, il cantautore americano e premio Nobel per la Letteratura, arrivato a Roma per un concerto. Un incontro nel quale si sono incrociati due percorsi molto diversi, ma accomunati da un interesse per i temi della pace, della spiritualità e della condizione umana.

Il cantante si è presentato davanti al Pontefice con una felpa nera e il cappuccio calato sulla testa, senza rinunciare all’ombrello che lo aveva accompagnato durante la giornata di pioggia nella Capitale. Leone XIV, al contrario, lo ha accolto con il consueto abito bianco e un sorriso. I due hanno avuto modo di conoscersi e di parlare lontano dai riflettori, in un colloquio privato che è durato circa quindici minuti.

L’incontro con il Papa e la presenza di padre Spadaro

Ad accompagnare Bob Dylan in Vaticano c’erano il direttore dell’Osservatore Romano Andrea Monda, il gesuita Antonio Spadaro, Carlo Feltrinelli e Susan Pullman, storica assistente del musicista. Proprio padre Spadaro aveva già accompagnato in passato un’altra grande artista americana, Patti Smith, ricevuta da Leone XIV lo scorso luglio. Smith, tra l’altro, era stata la persona scelta da Dylan per ritirare il premio Nobel per la Letteratura nel 2016, quando il cantautore aveva deciso di non partecipare alla cerimonia.

Secondo il racconto di Spadaro, il musicista ha salutato il Pontefice in maniera quasi timida, scambiando con lui poche parole. L’incontro sarebbe stato particolarmente intenso soprattutto sul piano umano, attraverso gli sguardi. Il fatto che Dylan non abbia tolto il cappuccio durante il colloquio non ha rappresentato un problema per Leone XIV.

I due hanno poi avuto un momento riservato, durante il quale hanno potuto parlare senza la presenza degli accompagnatori. Il Papa ha regalato al musicista un rosario, mentre Dylan ha portato in dono alcuni libri contenenti i testi delle sue canzoni. Non sono stati diffusi dettagli sul contenuto della conversazione.

La canzone di Dylan citata da Leone XIV

L’incontro ha anche un precedente culturale e spirituale. Leone XIV conosce e apprezza da tempo la musica di Bob Dylan, tanto da aver citato in un proprio testo una canzone dell’artista americano. Si tratta di Go Away You Bomb, brano scritto nel 1963 per un progetto editoriale contro le armi nucleari, ma mai pubblicato né inciso dal cantautore.

La canzone immagina un uomo che si rivolge direttamente a una bomba atomica, insultandola e intimandole di andarsene. Il progetto per il quale era stata composta non vide mai la luce e il testo riemerse soltanto nel 2014, quando venne messo all’asta. Leone XIV lo ha successivamente ripreso nella prefazione a un volume della Libreria editrice vaticana dedicato alla pace «disarmata e disarmante».

In quel testo il Pontefice aveva accostato Dylan ad altre figure simbolo dell’impegno per la pace, tra cui Dorothy Day, Giorgio La Pira e Stanislav Petrov, l’ufficiale sovietico che nel 1983 evitò di segnalare un presunto attacco missilistico statunitense, riconoscendo che si trattava di un falso allarme.

Da Giovanni Paolo II a Leone XIV: Dylan e i Papi

Non è la prima volta che Bob Dylan incontra un Pontefice. Nel 1997 il cantautore si esibì a Bologna, in occasione del Congresso eucaristico nazionale, davanti a Giovanni Paolo II. In quell’occasione il Papa polacco pronunciò alcune parole ispirate proprio a Blowin’ in the Wind, una delle canzoni più celebri dell’artista.

Diverso era stato invece l’atteggiamento di Benedetto XVI, che nel 2007 aveva espresso qualche perplessità nei confronti di «questo tipo di profeti». Con Leone XIV il rapporto sembra invece caratterizzato da una particolare sintonia culturale, legata anche alle passioni del Pontefice per il cinema, la letteratura e la musica americana.

Dylan, oggi 85enne, resta una delle figure più influenti della musica contemporanea. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della tradizione della canzone americana. Un riconoscimento che ha consacrato definitivamente il valore letterario di una produzione capace di attraversare generazioni e influenzare profondamente la cultura popolare.

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