
Una nuova e pericolosa vulnerabilità di sicurezza mette a rischio gli smartphone Android. Si chiama “Sms of death” e consente a un malintenzionato di mandare in crash il sistema operativo semplicemente inviando un messaggio di testo. Nessun link da cliccare, nessun allegato da scaricare: basta ricevere un SMS per ritrovarsi con il telefono bloccato, impossibilitati a utilizzare le normali funzioni del dispositivo. La falla è stata classificata come critica da Google il 2 novembre.
A individuare il problema è stato un ricercatore di sicurezza conosciuto online con lo pseudonimo di Mark B, o @sourone su X, che avrebbe segnalato la vulnerabilità a Google già nel maggio scorso. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati alla fine di ottobre e descrivono una tecnica di attacco denominata Destructive Remote Denial of Service, capace di rendere inutilizzabile uno smartphone a distanza, senza che il proprietario debba compiere alcuna operazione.
L’elemento più inquietante è la natura dell’attacco, definito zero-click. A differenza delle truffe informatiche più comuni, non è necessario aprire il messaggio, seguire un collegamento o autorizzare alcuna operazione: il semplice arrivo dell’SMS può innescare il malfunzionamento. Una modalità particolarmente insidiosa, perché non lascia alla vittima alcuna possibilità di intervenire preventivamente sul contenuto ricevuto.
Le conseguenze possono essere pesanti. Il dispositivo può entrare in un ciclo di blocchi e riavvii, con malfunzionamenti che in alcuni casi arriverebbero a protrarsi fino a una settimana, mentre in altri si risolverebbero nell’arco di circa trenta minuti. Durante queste fasi potrebbero risultare compromesse anche le funzioni telefoniche, comprese le chiamate, con un rischio ulteriore: l’impossibilità di contattare persino i servizi di emergenza.
Nel mirino della vulnerabilità ci sarebbero diversi dispositivi equipaggiati con versioni di Android dalla 12 alla 16. Tra i modelli potenzialmente interessati figurano anche alcuni smartphone Google Pixel e Samsung. Un panorama ampio, che rende la questione particolarmente delicata per milioni di utenti, soprattutto considerando che l’attacco può essere portato a termine da remoto e senza alcuna interazione da parte del destinatario.
Non si tratta, almeno secondo le informazioni disponibili, di un attacco finalizzato a sottrarre fotografie, password, documenti o credenziali personali. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di provocare un Denial of Service, ovvero negare l’accesso alle funzionalità del dispositivo, trasformando temporaneamente lo smartphone in un oggetto inutilizzabile. Un danno comunque significativo, soprattutto quando il telefono rappresenta il principale strumento di comunicazione e gestione della vita quotidiana.
Nei casi più gravi, il ripristino delle funzionalità potrebbe richiedere un intervento radicale, fino al ripristino delle impostazioni di fabbrica. Un’operazione che comporta conseguenze tutt’altro che trascurabili: senza un backup aggiornato, infatti, si rischia di perdere fotografie, file, conversazioni e altri dati personali conservati nella memoria del dispositivo. Uno scenario che rende ancora più importante intervenire prima che il problema si presenti.
La buona notizia è che Google ha già sviluppato e distribuito una patch di sicurezza per correggere la vulnerabilità. La prima e più importante contromisura consiste quindi nell’aggiornare il sistema operativo all’ultima versione disponibile per il proprio smartphone, verificando anche la presenza di eventuali aggiornamenti di sicurezza ancora da installare. È consigliabile inoltre mantenere attivi gli aggiornamenti automatici, quando disponibili.
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza degli smartphone e sulla crescente sofisticazione degli attacchi informatici. Se un tempo il pericolo era rappresentato soprattutto da link sospetti e applicazioni malevole, oggi anche un semplice SMS può diventare un potenziale strumento di attacco. Aggiornare Android non è soltanto una questione di nuove funzionalità, ma una misura essenziale per proteggere il proprio dispositivo e i propri dati.


