
È un cittadino polacco di 24 anni l’uomo accusato di aver aperto il fuoco contro la folla nel centro storico di Cracovia, provocando almeno sei morti e sedici feriti. Il giovane avrebbe agito da solo, indossando una tuta mimetica e utilizzando un fucile semiautomatico AR-15. Le autorità polacche hanno smentito le prime indiscrezioni sulla possibile presenza di un secondo aggressore.
Il sospettato è stato intercettato e ferito dagli agenti dopo avere sparato anche contro la polizia. Trasportato in ospedale, è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sono state comunicate nel dettaglio. Le indagini devono ora chiarire il movente della strage e verificare l’eventuale influenza esercitata sul giovane da ambienti e contenuti riconducibili all’estrema destra.
L’arrivo in auto e gli spari contro i passanti
L’attacco è cominciato intorno alle 15 di sabato 7 novembre nell’area della Piazza del Mercato, il Rynek Główny, uno dei luoghi più frequentati di Cracovia. Il ventiquattrenne avrebbe raggiunto il centro a bordo di un’automobile, indicata da alcune ricostruzioni come una Subaru nera priva di targa, e avrebbe cominciato a sparare indiscriminatamente contro le persone presenti.
Il killer avrebbe esploso colpi da diversi punti, muovendosi in automobile lungo le strade del centro. Durante l’attacco è stato colpito anche un tram della linea 1: un proiettile ha infranto il vetro della cabina di guida, senza ferire il conducente o i passeggeri.
La polizia ha localizzato l’uomo nei pressi dell’incrocio tra le vie Dietla e Stradomska. Durante l’intervento il giovane avrebbe continuato a sparare, costringendo gli agenti a rispondere al fuoco. Alcuni video amatoriali diffusi sui social mostrano un poliziotto che spara contro un uomo vestito con abbigliamento militare a distanza ravvicinata.
Le armi e le munizioni trovate nell’automobile
All’interno della vettura utilizzata per l’attacco, gli investigatori hanno trovato altre armi e una grande quantità di munizioni. Il ritrovamento è stato confermato dalla portavoce della polizia di Cracovia. Gli inquirenti stanno verificando la provenienza dell’arsenale, le modalità con cui è stato acquistato e se tutte le armi fossero detenute legalmente.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato in possesso di una licenza per armi da fuoco. Gli investigatori dovranno tuttavia stabilire quali autorizzazioni avesse effettivamente ottenuto e se l’AR-15 impiegato nella strage rientrasse tra le armi regolarmente dichiarate.
L’equipaggiamento, l’abbigliamento mimetico e la quantità di munizioni trasportata fanno ritenere che l’attacco sia stato preparato in anticipo. Non è ancora noto da quanto tempo il ventiquattrenne stesse pianificando la sparatoria né se avesse lasciato messaggi, documenti o contenuti online capaci di spiegare le sue intenzioni.
Sei morti e sedici feriti nella sparatoria
Il bilancio dell’attacco nel centro di Cracovia è di sei persone uccise, quattro donne e due uomini, e sedici feriti. Tra le vittime figura anche un cittadino britannico, come confermato dal capo della polizia polacca Marek Boroń.
Tre delle donne uccise sarebbero cittadine polacche, mentre l’identità di altre due vittime non era stata ancora accertata nelle ore immediatamente successive alla strage. Tra i feriti figurano anche due agenti di polizia, uno dei quali sarebbe ricoverato in gravi condizioni.
Le persone colpite sono state soccorse da numerose ambulanze e trasportate negli ospedali della città. Nella Piazza del Mercato è atterrato anche un elicottero del servizio di emergenza. L’intera area è stata transennata per consentire i soccorsi e i rilievi della polizia scientifica.
Tre corpi trovati nell’abitazione del giovane
La scoperta più inquietante è arrivata durante la perquisizione dell’abitazione del presunto attentatore. All’interno della casa sono stati trovati i corpi di due donne e un uomo, che secondo le prime informazioni potrebbero essere la madre, il padre e la sorella del ventiquattrenne.
A riferire il ritrovamento è stato il primo ministro polacco Donald Tusk, sulla base delle informazioni raccolte dagli investigatori e diffuse dall’agenzia Pap. L’identificazione formale delle tre persone e la ricostruzione delle circostanze della loro morte sono ancora in corso.
Gli inquirenti dovranno stabilire se i tre familiari siano stati uccisi dal giovane prima della sparatoria nel centro di Cracovia. Se il collegamento fosse confermato, il numero complessivo delle vittime attribuite all’aggressore salirebbe a nove. Al momento le autorità mantengono distinti i due episodi in attesa delle verifiche medico-legali e investigative.
La pista dell’estrema destra
Il ministro dell’Interno polacco Marcin Kierwiński ha riferito che il ventiquattrenne potrebbe essere stato influenzato da un’ideologia di estrema destra. Il ministro ha precisato che anche questo elemento sarà oggetto di indagine e che non è stata ancora formulata una conclusione definitiva sul movente.
Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi elettronici, i profili social, le frequentazioni e i contenuti consultati dal giovane. L’obiettivo è comprendere se la strage sia maturata all’interno di un percorso di radicalizzazione politica, se sia collegata a problemi personali o familiari oppure se le due componenti si siano sovrapposte.
La polizia ha confermato che l’uomo ha agito da solo. Non sarebbero emersi, almeno nella prima fase delle indagini, complici operativi o un secondo attentatore. Le autorità continuano comunque a verificare eventuali contatti con gruppi estremisti e possibili segnali preparatori dell’attacco.
Le indagini sul movente
Il premier Donald Tusk ha dichiarato di essere costantemente aggiornato dal ministro dell’Interno e ha assicurato che saranno esaminate tutte le circostanze della strage. La polizia sta ricostruendo minuto per minuto gli spostamenti del giovane, a partire dall’abitazione in cui sono stati trovati i tre corpi fino all’ingresso nella Piazza del Mercato.
Restano da chiarire il momento in cui sarebbero stati uccisi i familiari, il motivo per cui l’attentatore ha scelto il centro storico di Cracovia e l’eventuale presenza di un obiettivo simbolico. Gli spari indiscriminati contro i passanti fanno pensare a un’azione concepita per provocare il maggior numero possibile di vittime.
La rapidità dell’intervento della polizia avrebbe impedito che il bilancio diventasse ancora più grave. Il giovane è stato bloccato pochi minuti dopo l’inizio della sparatoria, mentre nella sua automobile aveva ancora a disposizione armi e munizioni. Cracovia e l’intera Polonia restano ora sotto shock per uno degli attacchi più sanguinosi avvenuti nel Paese negli ultimi anni.


