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Sigarette, arriva il doppio aumento: ecco quando. Fumatori ko

Pubblicato: 07/11/2026 08:20

Una serie di importanti manovre finanziarie ed emendamenti regolatori si prepara a scuotere il mercato dei consumi e della distribuzione, ridisegnando le abitudini quotidiane di milioni di cittadini e portando un drastico cambio di rotta nelle casse dello Stato. Tra rincari programmati con largo anticipo sul calendario fiscale, stravolgimenti nelle maglie dei controlli commerciali e la stretta definitiva sulle vendite digitali, la politica economica traccia un solco profondo nel settore. Una vera e propria rivoluzione normativa destinata a far discutere sia i consumatori finali che le grandi multinazionali di comparto.

Stretta fiscale in arrivo con il testo della manovra 2027: dopo aver incassato il via libera formale con la bollinatura della Ragioneria di Stato, il disegno di legge di Bilancio approda ufficialmente all’esame del Parlamento con un pacchetto di misure sui prodotti da fumo e succedanei capace di garantire un gettito aggiuntivo da 112 milioni di euro. L’articolo 33 del provvedimento dispone un’inattesa accelerazione: il rialzo delle accise inizialmente previsto per il 2028 viene totalmente anticipato all’1 luglio 2027, sommandosi al primo scatto in vigore dal 1° gennaio. Per le sigarette tradizionali,la componente fissa dell’imposta salirà a 35,50 euro ogni 1.000 pezzi nei primi sei mesi, per poi schizzare a 38,50 euro da luglio; contestualmente l’onere fiscale minimo sale da 221 a 227 euro per mille unità, a fronte di un’aliquota di base ricalibrata al 48%.

La relazione tecnica evidenzia che «dalla disposizione in esame deriverebbe complessivamente un aumento del prezzo per tutte le fasce di prezzo, pari in media a circa 13 centesimi a pacchetto dal secondo semestre del 2027»,generatore da solo di 81,76 milioni di euro. Gli rincari toccheranno anche il tabacco trinciato (con l’accisa minima portata a 169,5 euro al chilo) e i prodotti a tabacco riscaldato da inalazione senza combustione, la cui aliquota base sale al 42%.Nell’intero arco del 2027 i consumatori vedranno lievitare i costi complessivi di quasi 40 centesimi a pacchetto.

Nuovi divieti, vincoli per gli operatori e la posizione del colosso Bat

La riforma non si limita alla leva fiscale, ma ridefinisce radicalmente la regolamentazione di mercato. Viene esteso il divieto assoluto di vendita online ai prodotti senza combustione e ai liquidi privi di nicotina. I distributori dovranno ottenere licenze specifiche dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per commercializzare filtri e cartine, versando una cauzione pari al 10% del prelievo versato l’anno precedente. Inoltre, scatta la totale incompatibilità tra l’autorizzazione al deposito e quella alla vendita al dettaglio: gli operatori avranno dodici mesi per adeguarsi prima che scatti la sospensione delle licenze da parte dell’Adm. Infine, la distribuzione delle nicotine pouches sarà consentita esclusivamente attraverso depositi fiscali italiani autorizzati.

L’impianto punta a creare una disciplina omogenea tra prodotti tradizionali e nuove categorie, riscuotendo il favore dei player industriali. Sulla manovra è intervenuto Andrea Di Paolo, presidente di Bat Trieste e vicepresidente di Bat Italia:il manager ha auspicato «che l’intervento previsto dal disegno di legge rappresenti un anticipo dell’attuale calendario fiscale, preservandone struttura e prevedibilità nel tempo», ribadendo come sia «importante completare in modo coerente anche il sistema di regole per tutte le nuove categorie di prodotto a base di nicotina».

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