Vai al contenuto

Il Papa rende omaggio alle donne: «Non è perduto ciò che avete insegnato ai vostri figli»

Pubblicato: 08/11/2026 15:54

C’è un’immagine che attraversa le parole di Papa Leone XIV nell’ultima giornata del suo viaggio in Uruguay: quella delle madri che insegnano a pregare ai figli e delle nonne che continuano a parlare di Dio ai nipoti, anche quando nessuno sembra più ascoltarle. È soprattutto a loro, alle donne che hanno custodito e trasmesso la fede attraverso le generazioni, che il Pontefice ha dedicato uno dei passaggi più intensi dell’omelia pronunciata domenica 8 novembre a Florida, davanti al Santuario della Vergine dei Trentatré.

La scena è quella di una celebrazione che intreccia devozione popolare e identità nazionale. Florida custodisce un’immagine della Madonna profondamente legata alla storia dell’indipendenza uruguaiana. È qui che si conclude la prima tappa del viaggio sudamericano di Leone XIV, in un Paese dove la separazione tra Stato e Chiesa ha radici lontane e la religione non occupa più il centro della vita pubblica. In questo contesto, il Papa ha scelto di parlare di una fede che continua a vivere soprattutto nelle case, nei ricordi familiari, nei gesti quotidiani e nelle parole delle donne.

Il messaggio alle madri e alle nonne

Leone XIV ha ringraziato le madri che hanno insegnato a pregare ai figli, anche quando questi, crescendo, hanno abbandonato la pratica religiosa. Ha ricordato le nonne che hanno raccontato Dio ai nipoti, senza sapere se quei racconti abbiano lasciato qualcosa dentro di loro. E ha rivolto un messaggio di incoraggiamento a tutte queste donne: nulla di ciò che hanno trasmesso deve essere considerato perduto. La fede, ha spiegato, assomiglia a un seme. Può rimanere nascosta, apparentemente dimenticata, e germogliare molto tempo dopo, quando chi l’ha seminata non se lo aspetta più.

È un’immagine che acquista un significato particolare proprio in Uruguay, una delle società più secolarizzate dell’America Latina. Qui la religione non è più un’appartenenza scontata, tramandata automaticamente da una generazione all’altra. Eppure, nelle famiglie, soprattutto attraverso il ruolo delle donne, continua a esistere una memoria cristiana che resiste ai cambiamenti della società. Il Pontefice non ha chiesto di imporre la fede, ma di continuare a testimoniarla con pazienza, senza durezza e senza scoraggiamento. Un messaggio rivolto anche a quelle donne che vivono con sofferenza il distacco religioso dei propri figli.

Nell’omelia sono comparse anche due grandi figure femminili della tradizione biblica. Giuditta, la donna che trova il coraggio di affrontare il pericolo per salvare il proprio popolo, e Maria, che dopo l’annunciazione si mette in viaggio per raggiungere Elisabetta. Due immagini di donne capaci di agire, scegliere, affrontare le difficoltà e assumersi responsabilità. Il Papa ha ricordato anche agli uomini i loro doveri, invitando i padri a rispettare le proprie mogli e a trasmettere ai figli, con l’esempio, valori di onestà e responsabilità.

Nel santuario che conserva una delle immagini religiose più care agli uruguaiani, la conclusione del viaggio assume così un significato che va oltre la celebrazione. Il Papa saluta un Paese in cui il cattolicesimo ha imparato da tempo a convivere con una società largamente laica e riconosce nelle donne una delle principali custodi della sua continuità. Non è una riflessione sul potere femminile nella gerarchia ecclesiastica, ma sul ruolo concreto delle donne nella vita della Chiesa. E soprattutto è un riconoscimento a milioni di madri e nonne che, spesso lontano da ogni visibilità pubblica, continuano a trasmettere qualcosa che potrebbe sopravvivere anche a loro.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure