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Famiglia nel bosco, la lettera di Catherine sui figli: accuse e appello alle istituzioni

Pubblicato: 18/02/2026 22:33

Nuovi sviluppi nel caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, una vicenda che da mesi resta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria: tre minori, allontanati dai genitori, sono stati collocati in una casa famiglia. Un procedimento complesso, scandito da accertamenti, relazioni tecniche e decisioni del tribunale, che continua a dividere opinione pubblica e istituzioni.

Il fascicolo è ancora aperto e sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria. Nel frattempo proseguono le valutazioni sul percorso dei bambini e sulle condizioni del nucleo familiare, tra verifiche periodiche e incontri protetti. In questo quadro, nelle ultime ore è emerso un documento destinato a riaccendere il dibattito.

Un caso ancora aperto tra servizi sociali e tribunale

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La madre Catherine coinvolta nel caso della famiglia del bosco

Famiglia nel bosco, la dura e triste lettera della mamma Catherine sui tre figli

È stata depositata agli atti una lunga lettera di denuncia firmata dalla madre, Catherine. Il documento è indirizzato alle figure nominate dal tribunale — la tutrice Maria Luisa Palladino e la curatrice Marika Bolognese — ed è stato inserito nel fascicolo giudiziario.

La missiva ha toni durissimi: Catherine contesta apertamente il lavoro degli assistenti sociali che da circa tre mesi seguono i figli nella struttura che li ospita. Un testo che, per contenuti e accuse, aggiunge pressione a un caso già delicato e seguito con grande attenzione.

La lettera depositata agli atti: destinatari e contenuto

I tre bambini al centro del caso della famiglia del bosco

“Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo”.

La casa nel bosco legata alla vicenda della famiglia del bosco

Nella lettera la madre sostiene che le segnalazioni e le richieste dei bambini non sarebbero state ascoltate. “Le loro richieste d’aiuto – si legge nella missiva pubblicata in esclusiva dal quotidiano il Centro – sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzione e siringhe. Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e che sarei d’accordo con le bugie e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura”.

Le accuse della madre e le parole riportate nella missiva

La donna parla apertamente di una “separazione forzata” e descrive un forte stato di sofferenza psicologica che, a suo dire, i figli starebbero vivendo. Da qui l’appello diretto alle istituzioni, con una richiesta netta.

“I bambini – è il suo appello – devono essere immediatamente restituiti alla madre e al padre, dove possono iniziare a guarire da questo stato incredibilmente traumatico che tutti e tre vivono ogni giorno!”. E ancora: “Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male, farsi del male a vicenda, disegnare aggressivamente sui muri – spiega ancora la donna -. Qualsiasi capacità di comprensione psicologica vi darebbe la preoccupante consapevolezza del trauma, della depressione e dell’ansia costante che questi tre bambini hanno manifestato fin dal primo giorno”.

L’appello: “restituiti alla madre e al padre”

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