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Garlasco, i legali di Andrea Sempio in procura: consegnata la relazione sullo scontrino di Vigevano

Pubblicato: 19/02/2026 18:53

Il delitto di Garlasco resta una ferita aperta nella memoria del Paese. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia, il caso continua a riemergere tra attenzione mediatica, interrogativi e nuove verifiche.

Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, alcuni passaggi della vicenda continuano a far discutere. Tra questi c’è anche la posizione di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, tornato sotto la lente degli inquirenti: al centro, ancora una volta, un dettaglio che col tempo è diventato cruciale, lo scontrino del parcheggio di Vigevano.

Gli avvocati in procura a Pavia

Nelle ultime ore gli avvocati di Andrea Sempio si sono recati in Procura a Pavia. Oggi, 19 febbraio, la difesa ha consegnato ai magistrati una relazione difensiva sull’autenticità del biglietto del parcheggio che, secondo la ricostruzione, sarebbe stato ritirato a Vigevano proprio la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007.

L’avvocato Liborio Cataliotti, interpellato da Fanpage.it, ha precisato che insieme ai consulenti avrebbe accertato l’autenticità di quel documento, respingendo i dubbi sollevati negli anni: l’ipotesi che la macchinetta potesse essere manomessa per stampare l’orario desiderato, per la difesa, non reggerebbe. Ma cosa sappiamo, con precisione, di questo scontrino?

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Lo scontrino di Vigevano e la ricostruzione della mattina

Durante le sue testimonianze, Andrea Sempio aveva raccontato di aver atteso che la madre rientrasse dal supermercato, per poi prendere l’auto e andare a Vigevano, con l’intenzione di recarsi in libreria. Una volta arrivato, aveva parcheggiato e ritirato il biglietto.

Secondo quella versione, però, il negozio sarebbe stato chiuso: per questo Sempio avrebbe fatto ritorno verso casa, a Garlasco. Un racconto che, negli anni, è diventato un punto sensibile dell’intera vicenda, anche perché legato a un documento materiale, verificabile solo fino a un certo punto.

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Il rientro a Garlasco e la consegna tardiva dello scontrino

Nel viaggio di ritorno, sempre secondo la ricostruzione fornita, Sempio avrebbe notato confusione davanti alla villetta dell’amico Marco Poggi, fratello della vittima. Sarebbe poi tornato sul posto più tardi insieme al padre, venendo così a sapere della morte di Chiara Poggi.

L’interrogatorio di Andrea Sempio risale al 2008. E proprio questo elemento temporale pesa nella discussione: lo “storico” scontrino venne consegnato agli investigatori soltanto un anno dopo, alimentando ulteriori sospetti e domande su tempi e modalità della sua produzione.

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La linea della difesa: “abbiamo dimostrato l’autenticità”

A chiarire la posizione della difesa è stato lo stesso Liborio Cataliotti, che ha spiegato: “Abbiamo depositato la nostra relazione sul biglietto e altro materiale che non possiamo rivelare. Abbiamo dimostrato l’autenticità dello scontrino. Non che lo abbia ritirato Andrea Sempio, che nel caso spetta alla Procura dimostrare.

Noi abbiamo dimostrato che non è un falso, anche dal punto di vista tecnico è impossibile un’alterazione di quella macchinetta che stampa gli scontrini del parcheggio. Ci siamo concentrati sulla qualità della carta e sull’impossibilità di alterazione della macchina erogatrice, che è dotata addirittura di cinque schede”.

Il punto chiave: autentico non significa alibi

Nel frattempo, sul piano mediatico e personale, Andrea Sempio ha ribadito la propria estraneità ai fatti anche su altri fronti: “Non ho visto il video intimo di Alberto e Chiara. I Poggi non hanno sospetti su di me”. E ancora, sempre dalle parole del legale: “noi abbiamo raccolto prove ufficiali, le abbiamo messe a disposizione della Procura, anche per dar modo di verificarne la fondatezza. Tutto questo senza che nessuno ce l’avesse chiesto”.

Tra i dubbi che ruotano attorno allo scontrino del parcheggio di Vigevano c’è anche l’ipotesi che il biglietto possa essere stato ritirato dalla madre del 37enne, che si sarebbe recata a Vigevano per incontrare un suo amico, un ex pompiere di Garlasco. Una versione che la famiglia ha sempre smentito, confermando la ricostruzione fornita da Sempio.

La valutazione ora passa alla procura

Resta un punto decisivo, ribadito dallo stesso legale anche nei giorni scorsi: quello scontrino non può essere considerato, da solo, un alibi. “Non è individualizzante: quel pezzo di carta non può svelare per quella macchina e da quale conducente è stato stampato. Quel biglietto non costituisce l’alibi, non è la prova che Andrea Sempio sia stato lì”.

È su questo crinale che ora si muove una partita delicatissima: da una parte l’eventuale conferma dell’autenticità del documento, dall’altra la sua reale capacità di incidere sulla posizione dell’indagato. La parola, adesso, torna agli inquirenti e agli accertamenti che potranno essere disposti in sede giudiziaria.

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