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Dazi, Ue rinvia la rettifica dell’accordo: “Intesa cambiata”

Pubblicato: 23/02/2026 16:39

L’asse commerciale tra le due sponde dell’Atlantico scricchiola sotto il peso di nuove incertezze giuridiche e minacce protezionistiche. Il Parlamento europeo ha ufficialmente deciso di congelare la ratifica dell’accordo commerciale Ue-Usa, un voto che era atteso per martedì 24 febbraio e che ora slitta a data da destinarsi. A dettare la linea è Bernd Lange, relatore dell’Eurocamera e socialista tedesco, che al termine della riunione dei relatori ombra a Bruxelles ha spiegato senza giri di parole la gravità della situazione: «È chiaro che le basi legali sono cambiate: ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia». Secondo Lange, il panorama è troppo nebbioso per procedere: «Ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani, ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana. Abbiamo bisogno di certezza, ci sono diversi scenari, un voto l’11 marzo è ancora possibile».

Le minacce di Trump e la strategia della Farnesina

Mentre l’Europa prende tempo, da oltreoceano arriva il vento gelido di Donald Trump. Il Presidente americano, attraverso il suo social Truth, ha lanciato un avvertimento diretto ai partner commerciali, legando la questione dei dazi alle recenti vicende giudiziarie interne. I paesi «che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione», ha tuonato l’inquilino della Casa Bianca. Una dichiarazione che alza ulteriormente la tensione in quella che molti già definiscono una guerra commerciale aperta, dove il nuovo dazio al 15% rischia di soffocare le esportazioni europee.

Nonostante i toni accesi, la diplomazia italiana cerca di mantenere i nervi saldi. Dalla Farnesina filtrano indiscrezioni sui colloqui intercorsi tra il negoziatore commerciale americano, Jamieson Lee Greer, e i ministri del G7. L’intenzione di Washington sarebbe quella di mantenere il quadro tariffario precedente, ma ancorandolo a basi giuridiche differenti per blindarlo dopo la sentenza della Corte Suprema. «Il nostro scopo è agire rapidamente per evitare nuove incertezze. Ma vogliamo anche evitare l’idea che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere», avrebbe riferito Greer. Intanto, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, da Bruxelles, coordina la Task Force Export-Dazi per proteggere le imprese italiane, mantenendo un canale aperto con il Commissario Ue Maros Sefcovic.

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Ultimo Aggiornamento: 23/02/2026 18:17

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