
La montagna non ha perdonato, trasformando una domenica di sole in un dramma che scuote il mantovano e il Trentino. Si chiamava Stefano Crotti, aveva 28 anni ed era originario di Medole, la vittima del tragico incidente avvenuto ieri, 22 febbraio, nel cuore del gruppo del Catinaccio. Crotti, nato a Castiglione delle Stiviere e impiegato nell’impresa edile di famiglia, era impegnato in un’escursione con le ciaspole insieme alla compagna quando, tra i rifugi Vajolet e Principe, una valanga si è staccata improvvisamente dal versante travolgendo la coppia. La ragazza, sua coetanea, è rimasta miracolosamente illesa ed è stata proprio lei a lanciare l’allarme mentre la neve copriva il giovane.
Il distacco si è verificato intorno alle 14:30, ma le operazioni di ricerca si sono rivelate subito estremamente complesse. I due escursionisti, infatti, erano sprovvisti di Artva: l’assenza dei dispositivi elettronici di autosoccorso ha costretto i tecnici a una corsa contro il tempo senza il supporto dei segnali radio. Sono stati necessari quindici operatori e l’impiego fondamentale delle unità cinofile per individuare il corpo di Stefano intorno alle 16:00, appena sotto il rifugio Vajolet, a 2.243 metri di quota.
Una lotta disperata al Santa Chiara
Nonostante le condizioni disperate e un grave stato di ipotermia, i soccorritori non si sono arresi. Estratto dalla neve, il ventottenne è stato rianimato sul posto e trasferito d’urgenza con l’elicottero, in codice rosso, all’ospedale Santa Chiara di Trento. Tuttavia, nella serata di ieri, il cuore di Stefano ha smesso di battere: i traumi riportati nell’impatto con la massa nevosa erano troppo profondi. Mentre la compagna veniva elitrasportata a Canazei sotto shock, i medici del nosocomio trentino hanno dovuto dichiarare il decesso, rendendo vano ogni tentativo di salvataggio.
Gli esperti del Soccorso Alpino sottolineano come nella giornata di ieri il rischio valanghe fosse di grado 3 “marcato”. Dopo il recupero, l’intera area è stata bonificata con i rilevatori Artva per escludere il coinvolgimento di altri escursionisti. La notizia ha colpito duramente la comunità di Medole, dove la famiglia Crotti è stimata e molto conosciuta.


