
Il piccolo Riccardo Lucà non ce l’ha fatta. Il bimbo di soli cinque mesi, precipitato dalle scale della sua abitazione sabato mattina, è stato dichiarato morto intorno alle 22 presso l’ospedale Regina Margherita di Torino. Un epilogo tragico che trasforma radicalmente il fascicolo aperto dalla magistratura: l’inchiesta sull’incidente potrebbe ora configurare il reato di omicidio, portando all’iscrizione della madre nel registro degli indagati. Si tratta di un atto tecnico, indispensabile per procedere con l’autopsia e gli accertamenti clinici necessari a validare o smentire la versione dei fatti fornita dalla donna.
I carabinieri della Compagnia di Chieri e la Procura intendono infatti fare piena luce sulla dinamica avvenuta nella villetta di via Monte Adamello, a Pessione. La ricostruzione della madre quarantenne, che ha riferito di essere svenuta in cima alla rampa e di essersi risvegliata venti gradini più in basso con il figlio sotto di sé, non sembra convincere pienamente gli inquirenti. Le perplessità hanno investito anche la Procura dei minori, che ha già disposto il collocamento dell’altro figlio della coppia, un bambino di 5 anni, presso i nonni materni. La decisione è motivata da un definito «quadro familiare grave», alimentato dal sospetto che la tragedia possa non essere stata una mera fatalità accidentale.
I dubbi degli inquirenti e l’ipotesi dell’autopsia
Secondo quanto riferito dalla donna ai soccorritori del 112, intervenuti alle 9:55 di sabato, Riccardo stava piangendo e lei lo aveva preso in braccio per scendere a preparargli il pasto. «Ho avuto un malore all’inizio della scala. Non so quanto sono rimasta svenuta ma mi sono risvegliata in fondo, con il bimbo sotto di me», ha spiegato. Tuttavia, un dettaglio ha attirato l’attenzione degli investigatori: la donna non ha riportato ferite visibili compatibili con una caduta di venti gradini e ha rifiutato di farsi medicare.
La pm Alessandra Provazza, che coordina le indagini, affiderà probabilmente oggi l’incarico per l’autopsia sul corpicino del neonato. L’esame sarà decisivo per capire se le lesioni siano compatibili con un rotolamento lungo le scale o se, in alternativa, suggeriscano un gesto dovuto a un momento di esasperazione. Al setaccio anche le telecamere interne della villetta, che però avrebbero immortalato solo i frangenti precedenti al dramma. In ospedale, circondata dai parenti, la madre si è trincerata in un dolore sordo: «Siamo solo tanto arrabbiati. È un momento difficile, non vogliamo dire altro».


