
Il palcoscenico dell’Ariston perde uno dei suoi ospiti più attesi, travolto da un turbine di polemiche che ha reso impossibile la sua passerella nel penultimo appuntamento del Festival. Vincenzo Schettini, il celebre docente dietro il brand “La fisica che ci piace”, sembrava avesse deciso di rinunciare alla sua partecipazione a Sanremo proprio a ridosso della serata. Una scelta che sembrava dettata dall’opportunità, dopo che il clima intorno alla sua figura si è fatto pesantissimo a causa di alcune dichiarazioni rilasciate durante il podcast di Gianluca Gazzoli. Il professore aveva teorizzato un futuro in cui l’istruzione di qualità potrebbe diventare un bene di mercato: “Tanti insegnanti come me cominceranno a fare il part-time perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura non deve essere in vendita?”.
Durante la conferenza stampa è però stato chiarito che Schettini sarà presente in puntata e parlerà di giovani e scienza.
Queste parole hanno innescato una reazione a catena che è andata ben oltre il dibattito sulla privatizzazione del sapere, investendo direttamente i metodi pedagogici del docente pugliese.

Dalle visualizzazioni alle accuse degli ex alunni
A incendiare definitivamente gli animi è stata l’ammissione, seppur fatta con tono scherzoso, di aver “costretto” i propri studenti a seguire le sue lezioni virtuali per gonfiare le statistiche del canale, minacciando interrogazioni il giorno successivo. In breve tempo sono emerse testimonianze di ex studenti che hanno sollevato dubbi su valutazioni generose concesse in cambio di like e visualizzazioni.
Schettini ha tentato di correre ai ripari affidando la sua difesa a una nota ufficiale: “Se io avessi veramente costretto i miei studenti, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi. Credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevo’ i miei studenti a seguire le mie live. Il termine che ho usato è stato sicuramente infelice: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico”. Nonostante il tentativo di derubricare tutto a una battuta mal interpretata, l’effetto mediatico è stato dirompente, portando il professore a optare per un passo indietro per non esporre la kermesse a ulteriori critiche.
Resta il mistero su cosa avrebbe dovuto fare Schettini sul palco: l’ipotesi più accreditata parlava di un discorso motivazionale rivolto ai ragazzi, un intervento che però, in questo contesto, avrebbe rischiato di produrre l’effetto opposto a quello sperato.


