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Allarme in Francia: hackerati milioni di dati sanitari, anche di leader politici

Pubblicato: 27/02/2026 14:09

La Francia si risveglia nel bel mezzo di un incubo digitale che scuote le fondamenta stesse della privacy nazionale. Una violazione informatica senza precedenti ha esposto i dati medici di una massa critica di cittadini, oscillante tra gli 11 e i 15 milioni di persone. Non si tratta solo di numeri: tra le pieghe di questo archivio violato figurano nomi pesanti, inclusi funzionari della sicurezza e potenziali candidati alle elezioni presidenziali del 2027. A confermare il disastro è stata la società Cegedim, il cui software MonLogicielMedical è stato letteralmente sventrato da un attacco hacker avvenuto alla fine del 2025, rendendo le cartelle cliniche di migliaia di studi medici un libro aperto per i pirati del web.

Il contenuto del database è quanto di più intimo si possa immaginare. Oltre a diagnosi sensibili come la sieropositività all’Hiv, i file contengono note personali di una crudeltà burocratica disarmante. Tra i dati riservati consultati illegalmente, emergono commenti come “si ritiene che sia omosessuale secondo sua madre”“madre musulmana che indossa il velo” o dettagli tragici quali “cattolica non praticante perché i suoi due fratelli si sono suicidati”.

Lo sdegno degli esperti e il rischio politico

La portata dell’evento è stata definita apocalittica dagli specialisti del settore. “Venerdì nero, abbiamo appena subito la più grave violazione di dati medici nella storia francese! 65 milioni di dati sanitari ipersensibili piratati”, ha commentato su X l’esperto di sicurezza informatica SaxX. Lo studioso, che è riuscito a visionare un campione dei documenti, ha confermato la presenza di “informazioni di diverse personalità di spicco, tra cui politici ancora in carica”, avvertendo che le ripercussioni di questo attacco saranno terribili per la stabilità del Paese.

Questo scandalo è solo l’ultimo capitolo di una serie di fallimenti che hanno colpito le istituzioni parigine. Solo a metà febbraio, il furto di un database del fisco aveva già compromesso oltre un milione di conti bancari. All’epoca, il ministro delle Finanze Amelie de Montchalin aveva invocato “maggiore vigilanza” e “piena trasparenza” ammettendo che i sistemi non avevano funzionato perfettamente. Ma oggi, con la storia clinica e personale di milioni di francesi nelle mani di ignoti, le scuse del governo sembrano non bastare più a contenere la rabbia e il timore di un ricatto su scala nazionale.

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