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Iran, così la Cina spia i movimenti dello schieramento Usa nel Golfo

Pubblicato: 27/02/2026 16:57

La crescente mobilitazione militare Usa nel Golfo non passa inosservata a Pechino. La Cina osserva con attenzione ogni movimento del dispositivo americano in Medio Oriente, combinando analisi di intelligence e utilizzo sistematico di fonti aperte.

Secondo diverse ricostruzioni, la Repubblica Popolare avrebbe intensificato la collaborazione con l’intelligence iraniana, affiancando però a questo canale tradizionale un’attività pubblica di monitoraggio satellitare e tracciamento logistico delle forze statunitensi dispiegate nell’area.

Tra gli attori più attivi c’è la società cinese MizarVision, che pubblica quasi quotidianamente su X immagini satellitari dei mezzi americani schierati tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano, offrendo una mappatura dettagliata degli spostamenti.

Le fotografie hanno documentato la presenza della portaerei USS Gerald R. Ford, l’arrivo dei caccia F-22 Raptor nella base israeliana di Ovda e il trasferimento di aerei cisterna verso l’atollo di Diego Garcia, oltre alla presenza di velivoli in Arabia Saudita.

Si tratta di una mappatura della mobilitazione del Pentagono alternativa a quella condotta da società e analisti occidentali, che monitorano i flussi logistici e il dispiegamento di sistemi antimissile. Uno dei tracciatori indipendenti avrebbe contato quasi 300 voli cargo legati al trasporto di materiali e batterie difensive.

Per Pechino, l’osservazione non è solo informativa ma strategica. Gli analisti cinesi studiano le tattiche operative statunitensi, le missioni a lungo raggio e il consumo di munizioni, in particolare quelle antimissile e antidrone, per comprendere la sostenibilità di un’operazione su vasta scala.

Le implicazioni vanno oltre il Medio Oriente. L’attenzione cinese si concentra anche sulle possibili ricadute per il dossier Taiwan, considerato centrale nella competizione tra Washington e Pechino. Le lezioni apprese nel Golfo potrebbero influenzare eventuali scenari futuri nell’Indo-Pacifico.

Parallelamente, la cooperazione con la Iran resta un tassello fondamentale. La Cina avrebbe fornito tecnologie e macchinari utili alla produzione di propellenti per missili terra-terra in dotazione ai Guardiani della Rivoluzione, oltre ad altri equipaggiamenti militari.

Dopo la recente escalation con Stati Uniti e Israele, Teheran avrebbe chiesto maggiore supporto alla superpotenza asiatica per colmare le lacune emerse nelle proprie difese. Analisti ed ex ufficiali cinesi avrebbero espresso valutazioni severe sulle vulnerabilità iraniane, in particolare rispetto alle operazioni del Mossad, fornendo consigli su come rafforzare la sicurezza interna e contrastare minacce ibride e infiltrazioni.

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