
La tensione tra Stati Uniti e Iran resta altissima, alimentando timori di una possibile escalation militare nella regione. Secondo indiscrezioni diplomatiche, l’amministrazione di Donald Trump avrebbe concesso tempo fino a fine febbraio per raggiungere un accordo che preveda la rinuncia di Teheran ai progetti sul programma nucleare, considerato da Washington una minaccia strategica.
Nel frattempo, il clima interno iraniano continua a essere segnato dalle proteste scoppiate il 28 dicembre e dalla dura repressione, che secondo diverse fonti avrebbe causato un numero molto elevato di vittime. La situazione interna si intreccia con le tensioni geopolitiche, rendendo ancora più fragile l’equilibrio dell’area mediorientale.
Sul fronte diplomatico, Arabia Saudita, Turchia, Oman e Qatar stanno lavorando per evitare un’escalation, mentre l’Unione Europea ha inserito i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, irrigidendo ulteriormente i rapporti con Teheran. Parallelamente, i colloqui a Ginevra non avrebbero prodotto svolte: la delegazione iraniana avrebbe respinto le richieste statunitensi di smantellare i principali siti nucleari di Fordo, Isfahan e Natanz e di trasferire all’estero l’uranio arricchito.
Anche l’Italia monitora con attenzione gli sviluppi. La Farnesina ha ribadito gli avvisi già diffusi nelle scorse settimane, invitando i cittadini italiani presenti in Iran a lasciare il Paese e raccomandando la massima prudenza in tutta la regione per il rischio di possibili attività militari. Sono inoltre sconsigliati viaggi in Iraq, mentre per il Libano si invita a rinviare spostamenti non necessari.
Per quanto riguarda Israele, il Ministero degli Esteri raccomanda ai connazionali di mantenere alta l’attenzione, restare aggiornati sulle procedure di emergenza e seguire le indicazioni delle autorità locali. In un contesto già segnato da crisi multiple, il dossier nucleare iraniano resta uno dei principali fattori di instabilità globale, con la diplomazia impegnata in una corsa contro il tempo per evitare un conflitto su larga scala.


