
Famiglia nel bosco, la famiglia australiana dei cosiddetti “neorurali” torna a far parlare di sé. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, intervistati da una televisione australiana, hanno annunciato l’intenzione di lasciare l’Italia dopo la sospensione della potestà genitoriale decisa dal Tribunale per i minorenni.
«Abbiamo accettato tutti i compromessi possibili, la scuola, i vaccini, il bagno… ma non ci restituiscono i nostri figli. Dovremmo accettare compromessi per far stare a loro agio i giudici italiani?», hanno dichiarato. E ancora: «Il governo australiano ci ha abbandonato: non vogliono avere a che fare con i regolamenti italiani. Il nostro futuro non è in Italia ma altrove in Europa».
Resta ora da chiarire se un eventuale trasferimento sia concretamente possibile, quali tempi e quali procedure dovrebbero essere seguite, considerato che la coppia è attualmente sottoposta a un provvedimento che limita la responsabilità genitoriale.
Le tensioni nella casa famiglia
Nelle ultime settimane il confronto sul futuro dei bambini si è ulteriormente irrigidito. La difesa della coppia e i consulenti di parte hanno sollevato dubbi sull’imparzialità di una professionista incaricata di valutare la capacità genitoriale dei due.
Parallelamente, i vertici della casa famiglia di Vasto — dove madre e figli sono accolti da oltre tre mesi — hanno segnalato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila difficoltà nella gestione quotidiana. In una comunicazione formale, sarebbe stato evidenziato come alcuni comportamenti della madre avrebbero inciso sugli equilibri interni della struttura.
Tra le contestazioni, la decisione di far dormire i bambini nella propria stanza, in violazione delle regole che prevedono spazi separati. Secondo la direzione, tali condotte comprometterebbero l’assetto organizzativo della comunità.
La richiesta di ricongiungimento
La difesa parla invece di una madre esasperata, convinta che i figli stiano vivendo una trasformazione che la preoccupa profondamente. Lo psichiatra che la segue sostiene la necessità di un ricongiungimento familiare, pur sotto la supervisione del Tribunale.
Un’istanza in tal senso è stata depositata anche alla luce di una relazione della Asl locale, che avrebbe riscontrato segnali di sofferenza nei bambini ma anche un forte legame affettivo con i genitori.
Nei prossimi giorni il Tribunale per i minorenni sarà chiamato a pronunciarsi sulle diverse richieste presentate. L’esito non appare scontato e potrebbe segnare un passaggio decisivo nella vicenda giudiziaria e familiare dei Trevallion.


