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Guerra in Medio Oriente, rientrano i primi italiani da Dubai. Lacrime e abbracci a Fiumicino: “Pensavamo di morire”

Pubblicato: 03/03/2026 09:56

Lacrime, abbracci e volti segnati dalla tensione. Sono rientrati nella serata del 2 marzo a Fiumicino i primi 127 italiani evacuati da Dubai, arrivati con un volo charter partito da Mascate, in Oman. A bordo anche cittadini francesi e scozzesi già presenti nel Sultanato. Tra i passeggeri anche Gaia Saponaro, moglie del ministro della Difesa Guido Crosetto, insieme ai figli.
Il rientro è stato organizzato dalla Farnesina dopo l’escalation militare nella regione, con attacchi e controattacchi che hanno coinvolto anche i cieli degli Emirati Arabi Uniti.

«Avevo paura di morire»: la fuga nel deserto verso l’Oman

Tra i rimpatriati c’è Ambra, una giovane senese che vive in Svizzera. Era a Dubai per festeggiare una promozione di lavoro quando la situazione è precipitata.

«Ero spaventata, ho avuto paura di morire la prima notte. Sentivo le esplosioni, i caccia che si alzavano in volo, i messaggi di allerta che ci invitavano a ripararci», ha raccontato.

Dopo aver ricevuto comunicazioni su possibili corridoi di rientro, ha deciso di lasciare Dubai e raggiungere l’Oman attraversando il deserto. «Non trovavo un driver, ho preso diversi Uber e mi sono unita ad altri italiani. Quando abbiamo varcato la frontiera siamo stati felicissimi».

Una volta a Mascate, il contatto con l’Ambasciata italiana ha consentito di organizzare la partenza con un charter non inizialmente previsto. «Ci hanno detto: salite subito, si parte tra un’ora. Un grazie all’ambasciatore in Oman e alla Farnesina: ci hanno aspettato e rassicurato».

Missili in cielo e rifugi sotterranei: «Le bambine hanno avuto paura»

Un’altra testimone, veneziana, era in vacanza a Dubai Marina con la famiglia. «Abbiamo visto in cielo tanti missili, per fortuna intercettati. Eravamo a due chilometri dalla prima esplosione, abbiamo visto il fumo nero».

Durante la notte più critica, il personale dell’hotel ha fatto scendere gli ospiti nei locali sotterranei. «Abbiamo dormito nei refettori del personale. Le bambine hanno avuto paura, soprattutto la più grande».

Il giorno successivo, grazie al coordinamento tra tour operator e Farnesina, il gruppo è stato trasferito in pullman verso l’Oman. «Fino all’ultimo non sapevamo nulla, poi ci hanno comunicato l’orario del volo e siamo partiti. Ora torniamo a casa».

Nuovi charter in arrivo, ma non tutti potranno rientrare subito

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che nelle prossime ore verranno organizzati altri voli charter per rimpatriare ulteriori connazionali bloccati nell’area. Tuttavia, ha precisato che «riportare a casa tutti sarà impossibile» in tempi brevi, vista la vastità della presenza italiana nella regione.

Intanto, per chi è riuscito a rientrare, restano le immagini delle esplosioni nel cielo di Dubai e il sollievo di un abbraccio all’arrivo in Italia.

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