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“Fuga dal Pd”. Clamoroso a sinistra, i big che mollano Elly Schlein

Pubblicato: 04/03/2026 11:18

Nel Partito Democratico si combatte a colpi di posizionamenti e strategie. La discussione sulla nuova legge elettorale rischia di trasformarsi nel detonatore di una resa dei conti interna ai dem guidati da Elly Schlein. Altro che “campo largo”: il vero scontro è tutto dentro il Nazareno.

Secondo quanto riportato da Il Giornale, una soglia di sbarramento al 3% potrebbe diventare il grimaldello perfetto per una scissione. Un livello considerato accessibile da eventuali liste autonome, capaci di intercettare l’area riformista e centrista oggi inquieta nel Pd.

Lo schema è chiaro: Schlein punta a un partito stabilmente ancorato a sinistra, con liste bloccate e candidati scelti dalla segreteria. L’obiettivo sarebbe consolidare una linea identitaria forte, premiando i fedelissimi e rafforzando la coesione interna attorno alla leadership.

Sul fronte opposto, l’area riformista chiede il ritorno alle preferenze, cioè la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i parlamentari. Una battaglia che rivendica più partecipazione e radicamento territoriale, in contrasto con l’ipotesi di listini chiusi decisi dall’alto.

Tra le voci più critiche c’è Stefano Bonaccini, che insiste sul tema della partecipazione democratica. Con lui anche Dario Nardella, che ha definito lo “Stabilicum” una “schifezza”, sottolineando come la politica rischi di allontanarsi ulteriormente dagli elettori.

Intanto Fratelli d’Italia spinge con un emendamento per ripristinare le preferenze, aggiungendo pressione al dibattito parlamentare. Il risultato è un clima teso, con il Pd diviso tra chi teme l’isolamento a sinistra e chi vede nel ritorno al proporzionale puro un rischio di frammentazione.

Sul tavolo aleggia anche l’ipotesi di un nuovo Terzo Polo, che potrebbe prendere forma attorno a Carlo Calenda. Con una soglia al 3%, la tentazione per alcuni esponenti dem di tentare l’avventura centrista diventerebbe concreta.

Tra i nomi che circolano nei retroscena ci sono quelli di Pina Picierno e Graziano Delrio. Per ora solo indiscrezioni, ma sufficienti a rendere palpabile il nervosismo interno e la sensazione che la frattura sia più di una semplice minaccia.

La segretaria prova a tenere insieme le anime del partito, ma la riforma elettorale potrebbe fare ciò che anni di correnti e mediazioni non hanno prodotto: dividere davvero il Pd. La partita non riguarda solo le regole del voto, ma l’identità stessa del centrosinistra italiano e il suo futuro equilibrio politico.

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